L’Amministrazione Penitenziaria avvia un Corso di aggiornamento professionale per Comandanti di reparto e Comandanti di Nucleo traduzioni e piantonamenti sul tema: “Etica e sicurezza: coordinamento e gestione degli eventi critici”. E, tra i docenti, inserisce “esponenti del garante nazionale dei detenuti”. Scelta, questa, duramente contestata dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
Commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Non so se ridere o piangere. L’Amministrazione Penitenziaria naviga a vista, come dimostrano i fatti di Frosinone accaduti come conseguenza di avere scelto la soppressione delle sentinelle dalle mura di cinta e lo smantellamento delle politiche di sicurezza delle carceri, preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno, con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili. Oggi arriva a organizzare un corso per funzionari e dirigenti sul difficile e delicato compito delle traduzioni, che gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria assolvono quotidianamente con grande professionalità ed abnegazione da più di vent’anni e che loro potrebbero insegnare ad altri come farlo e chi mettono tra i docenti? Non meglio precisati “esponenti del garante nazionale dei detenuti” che naturalmente verranno lautamente pagati per le loro lezioni sul nulla. Uno scandalo!”.
Per questo il SAPPE chiede al Ministro della Giustizia Marta CARTABIA di disporre la revisione del progetto formativo così come è stato concepito.
Capece denuncia “una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi. Manco lo sanno, questo, gli esponenti degli uffici del garante nazionale dei detenuti. E allora a cosa servono le loro lezioni, se non a farsi retribuire le ore di insegnamento?”.

