L’appuntamento era in piazza, alle otto meno un quarto, ma il ragazzino già pronto, aveva cominciato a rompere dalle sette precise, non voleva fare tardi, sapeva di non poter perdere neanche un minuto della sua giornata speciale: una giornata in comune.
Un paio di settimane prima, appena saputo dell’iniziativa, aveva messo in croce la madre e poi il padre, costringendoli a registrare la sua richiesta sul sito istituzionale, e finalmente il grande giorno, il momento tanto atteso, era giunto e lui, ricordando che “quando vuoi veramente che qualcosa cominci, non vedi l’ora di cominciare” (cit. da Harry ti presento Sally), ora non voleva più aspettare. Pochi minuti in macchina e la piazza del comune si aprì ai loro occhi. Lui, il sindaco, era lì che aspettava, una stretta di mano e via a lavorare!
Il giovane cittadino era già pronto ad affrontare le scale che gli avrebbero consentito di raggiungere l’ufficio del primo cittadino, ma una mano sulla spalla, un invito appena accennato, ed insieme si incamminarono a piedi lungo una strada laterale. Allo sguardo interrogativo del ragazzino, l’omaccione in giacca e cravatta, decise di esporgli la prima tappa della giornata: “Caro amico, andiamo a visitare i “reparti” di questa “azienda” che si chiama Comune di Angri – e con un sorriso – cominciamo da un posto che tu conosci benissimo, la tua scuola”.
Ad aspettarli, in prossimità di un attraversamento pedonale, un agente di polizia locale affiancato da un nonno vigile intento a garantire la sicurezza di alunni e genitori accompagnatori. “Vedi giovanotto, la sicurezza dei ragazzi che vanno a scuola, insieme alla garanzia di offrire a tutti, pari opportunità formative, rappresentano uno dei pilastri su cui si mantiene la vita civile di una città come la nostra”.
Dopo aver salutato i suoi amici, non senza aver notato lo sguardo di invidia di alcuni di loro “costretti” in classe mentre lui, il nostro eroe, se ne andava a spasso con il sindaco; il protagonista della giornata, si avvia verso un altro reparto da visitare. Poco lontano, ben segnalato da nastri colorati, transenne e coni stradali, c’era un cantiere per l’adeguamento della rete idrica a vantaggio di una traversa laterale della strada principale.
Gli operai salutarono il loro passaggio ed il sindaco, con sguardo attento si rivolse di nuovo al suo ospite: “Vedi, un altro importantissimo pilastro che sostiene il benessere della nostra quotidianità, è quello che garantisce i servizi al cittadino. Gli utenti della nostra azienda, che con i loro tributi mantengono in vita il sistema, meritano, avendone pieno diritto, tutte le attenzioni che un’amministrazione accorta e responsabile deve loro garantire”.
La passeggiata prosegue lungo le strade della cittadina che, sottoposte alle cure degli operatori ecologici, erano ben tenute e pulite, e toccarono il centro per il primo soccorso con il 118 e la guardia medica, la sede del circolo degli anziani, l’asilo nido ed il consultorio, senza dimenticare la farmacia comunale, il campo di bocce ed i giardini con le giostrine affollate di piccoli utenti sotto lo sguardo vigile di un operatore della protezione civile.
Ormai si avvicinava l’ora di pranzo ed il sindaco, comprensivo e premuroso, propose una visita alla mensa gestita dal comune; li, muovendosi tra i fornelli e le scodelle, tra un frigo ed una tavola apparecchiata per gli utenti, ci scappò un bel panino al salame innaffiato da una bottiglina d’acqua bella fresca.
La giornata con il sindaco (in realtà mezza) volgeva al termine, ed il primo cittadino, sottobraccio al suo compagno di viaggio, si avviò con passo spedito verso il comune e la piazza antistante. “Ora, amico mio, ci dobbiamo separare, tu torni al tuo lavoro di studente ed io al mio di amministratore – disse il sindaco al commiato – per te è il momento dei libri e dei quaderni, per me è l’ora delle carte e delle decisioni da prendere in consiglio ed in giunta comunale.
Voglio solo lasciarti un ultimo pensiero, ricordati sempre che il comune non è la palazzina che vedi alle mie spalle, il comune non è fatto di uffici, dipendenti, consiglieri, dirigenti ed assessori, non solo, il comune è tutto quello che vedi intorno a te, le strade, i servizi, gli uomini, le scuole… Io e te oggi abbiamo vissuto una “giornata in comune” perché siamo stati insieme ed abbiamo goduto della nostra città in comunione con tutti gli altri cittadini. Grazie di essere stato il mio compagno di viaggio in questo giorno speciale per te ma anche per me”.
Il papà in macchina aveva fretta, il pranzo era in tavola e la mamma non avrebbe accettato alcuna scusa per il loro ritardo. Un colpo di clacson, un saluto con la mano, un sorriso condito da un bacio a fior di polpastrelli e via, il mondo lo aspetta, ed il ragazzo, va, verso il futuro.

