Continua l’azione del Comune contro l’evasione dei tributi locali. Sotto la lente le attività economiche produttive “fantasma”, sconosciute all’ufficio Tributi ed Entrate patrimoniali.
Sono ben 1.805 le attività non censite nel data base, per le quali è stato avviato il recupero delle tasse non versate nelle
casse comunali, lo scrive il giornale online vocedistrada.it.
Per le aziende, che non provvederanno a saldare le morosità c’è il rischio della sospensione della licenza e autorizzazione.
L’avvio del procedimento di recupero riguarda i tributi locali, che fanno riferimento all’Imu, la Tasi, la Tari, l’Icp e la depurazione per gli anni 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021.
La procedura rientra nell’ambito delle misure messe in atto da tempo dal responsabile dell’ufficio Tributi ed Entrate patrimoniali, Antonio Rinaldi, per contrastare l’evasione dei tributi locali. L’elenco aggiornato delle attività economico produttive presenti nel territorio di Capaccio Paestum, è stato trasmesso al Comune lo scorso mese di luglio.
I dati sono stati forniti da InfoCamere, società di informatica delle Camere di Commercio italiane. 4189 le imprese risultate localizzate (sede legale o unità locale) nel territorio capaccese. “
L’esito delle verifiche – afferma Rinaldi – effettuate dai competenti servizi dell’ufficio Tributi hanno consentito di accertare che vi sono 1805 attività economico produttive (Partite Iva) presenti nel territorio comunale che non risultano censite nel data base
dell’ufficio Tributi ed Entrate Patrimoniali.
Si tratta di attività di diverse tipologie”. Sono stati incrociati i dati contenuti nell’elenco compilato da InfoCamere con la banca
dati dell’ufficio Tributi. E’ probabile che molte di queste aziende abbiano cessato l’attività. Ma questo non le esonera dal pagamento delle tasse relativo agli anni in cui sono state operative.
Di fatto, per il Comune diventa un problema recuperare le tasse allorquando queste attività cessano. Pertanto, la normativa consente agli enti di introdurre, con proprio regolamento, la possibilità di adottare misure preventive al contrasto dell’evasione dei tributi locali, che gli concede di non rilasciare, rinnovare o addirittura revocare le licenze, le autorizzazioni, le
concessioni e i rinnovi.

