I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. Angri Bot: sono tra noi!

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Ormai le macchine, comunemente chiamate “robot” sono impiegate ovunque: sono presenti nell’industria, nell’agricoltura, nella grande distribuzione e svolgono molteplici funzioni.

Certo non hanno le sembianze umane come nei film di fantascienza, ma a questa mancanza ha deciso di sopperire Elon Musk, Amministratore Delegato di SpaceX, di Tesla e di Neuralink, presidente e fondatore inoltre di altre società legate all’evoluzione della razza umana verso un futuro non tanto lontano da venire.

Il vulcanico e, in un certo senso, visionario imprenditore americano, nel suo intervento durante l’A.I. Day, che si è tenuto in streaming il 19 Agosto scorso, ha presentato il nuovo progetto a cui stanno lavorando alcune sue aziende: il Tesla Bot, robot umanoide che dall’alto del suo metro e 80 avrà la funzione di gestire «compiti non sicuri, ripetitivi o noiosi».

Il primo prototipo dovrebbe essere realizzato entro il 2022. Certo è una grande idea, che porterebbe l’uomo a delegare alle macchine ancora più lavori riuscendo di conseguenza a ritagliarsi tempo per le sue passioni e per la crescita sociale, culturale ed economica di tutti. Almeno si spera. Ovviamente bisognerà seguire dei percorsi di avvicinamento a questo grande obiettivo, e curare adeguatamente “l’addestramento” di queste macchine affinché possano eseguire in maniera congrua gli ordini loro impartiti.

Le conseguenti scelte di Musk e dei suoi scienziati dovranno essere mirate a mettere alla prova gli “operai” del futuro che dovranno sostenere o addirittura sostituire l’uomo nella fatica quotidiana evitando quindi i compiti ripetitivi e noiosi. Io credo che uno dei luoghi scelti dall’imprenditore americano per “provare” le competenze e le qualità di questi “bot umanoidi” sia stato il Comune di Angri e che siano già operativi alcuni prototipi ad occupare gli scranni in consiglio comunale e nella giunta.

Si spiegherebbe in questo modo la piattezza (se non l’assoluta mancanza) di idee innovative, l’assenza di contenuti negli interventi pubblici e nelle dichiarazioni disseminate via web, l’indifferenza reciproca o la caparbia cocciutaggine con cui si affrontano taluni argomenti, l’incapacità di portare a compimento progetti o di recepire proposte da parte degli interlocutori presenti nel tessuto cittadino.

Ultimo ma non ultimo, si capirebbe anche il perché Angri sia ormai rimasto uno dei pochi comuni italiani a non aver ancora convocato un consiglio comunale in presenza, continuando a tenere questa “assise” a debita distanza, fermo restando poi ritrovarsi con parenti, amici e sodali ai tavoli di bar e ristoranti.

Certo sarebbe brutto accorgersi che tale consigliere o talaltro assessore non è altri che un robot munito di codice a barre identificativo e con argomentazioni già predisposte e pronte all’uso, ma sarebbe ora di cominciare a farci l’abitudine, il futuro è al silicio: incolore, insapore, impersonale, impensabile.

Ma non è detto che poi sarebbe un gran sacrificio destinare la propria preferenza ad una macchina piuttosto che ad un essere umano, almeno sapremmo già con chi avremo a che fare nei cinque anni di consiliatura, senza soprese e senza cocenti delusioni.