L’uccisione di Vanessa Zappalà, avvenuta pochi giorni fa, ad opera dell’ex fidanzato Antonino Sciuto, poi impiccatosi, ha lasciato sgomenti tantissimi cittadini italiani.
Sulla questione interviene il Segretario Generale ADP Gaspare Maiorana che sottolinea come, nonostante le gravissime minacce di morte ricevute da Vanessa, oggetto a suo tempo di dettagliata e puntuale denuncia alle autorità, nulla si è potuto contro chi, per degenerazione mentale, le ha tolto la vita.
Le misure che, in casi del genere, sono adottate dallo Stato, attraverso i suoi organi, evidenziano la fallacità di quanto predisposto normativamente, dichiara il Segretario ADP, così il divieto espresso di avvicinarsi alla vittima è chiaramente una misura cautelare che, però, non previene la reiterazione del reato di stalking” e neppure le tragiche conseguenze, come il caso di specie dimostra, valutato altresì che risulta impossibile per le pattuglie impegnate sui territori trovare “lo stalker nei pressi della vittima”,
se non chiamate dalla stessa o quando ormai è troppo tardi.
Riteniamo doveroso ritornare su questo tragico fatto perché tutto ciò non abbia più a ripetersi.
Non è normale che una ragazza muoia dopo aver chiesto protezione allo Stato, attraverso i suoi rappresentanti delle FF.OO.. Per tale motivo chiediamo che sia obbligatorio e che trovi reale attuazione l’obbligo del braccialetto elettronico per lo stalker, unitamente ad un dispositivo in utilizzo alla vittima che la renda accorta di quanto potrebbe accadere e della vicinanza dello stesso nell’arco di almeno 400 metri.
Nell’epoca della tecnologia, dove il tracciamento delle persone viene di fatto gestito da privati, al di sopra dei confini nazionali, senza alcuna autorizzazione esplicita e con palese violazione della privacy, sembra impossibile che un apparato statale abbia difficoltà a dotarsi di una apparecchiatura del genere, il cui costo reale è sicuramente di importo minimo.
Proponiamo altresì, , in casi del genere in cui la tensione emotiva sfocia in una vera e propria patologia, l’attuazione dei protocolli del trattamento sanitario obbligatorio (tso), proprio perché lo stalker, in troppi casi, trasforma le sue pulsioni in vera e propria ossessione che come tale DEVE essere curata, al fine di scongiurare ulteriori, drammatici fatti di cronaca e vedere così stroncate, senza alcuna ragione, la vita di donne giovani e non.
Abbiamo ritenuto necessario e doveroso fare quest’intervento e richiedere misure reali di protezione, aggiunge il Presidente ADP Dott. Mongardini Roberto, perché, in qualità di rappresentanti dello Stato, avvertiamo un senso di stanchezza e di disagio nell’essere testimoni di fatti che accadono sotto i nostri occhi e quelli dei nostri concittadini. Fatti che non possiamo evitare soprattutto in virtù di direttive, norme, complessità strutturali che spesso vanificano la grande mole di lavoro quotidianamente
svolta dalle FF.OO. a protezione del convivere civile e dei cittadini tutti.

