Si avviano ad essere riuniti i due procedimenti giudiziari nei confronti del gruppo De Santis, finito nel mirino della magistratura per lo “scandalo Ipervigile” e più in generale, per le indagini a tutto campo sugli istituti di vigilanza e le società a loro collegate. Il collegio del tribunale di Nocera Inferiore quasi certamente riunirà il procedimento, già in sede di dibattimento, con quello che invece è in attesa del vaglio del gup, in sede d’udienza preliminare. Una «questione di tempi», che porterà probabilmente alla riunificazione dei due procedimenti in un unico processo. Da una parte, vi è quello con accuse di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, relative a 22 società di vigilanza privata. Gli imputati sono Fernando De Santis, la moglie Filomena Vicidomini e la 50enne dipendente Maria Assunta Scarpati. Diverse le posizioni che saranno invece trattate a parte. L’indagine coordinata dal pm Roberto Lenza, con il supporto della Guardia di Finanza di Salerno, concentrò la sua attenzione su diverse società, tra le quali la Ipervigile, la Bsk Service, la Working Srl e altre. Nei capi d’accusa, anche la presunta evasione di imposte sui redditi e Iva per circa 300 mila euro e la violenza privata nei confronti di 3 dipendenti, che sarebbero stati costretti a farsi carico di diverse società satellite.
Simile, per accuse e modalità, anche il secondo procedimento. In un periodo che va dal 2011 al 2013, la magistratura avrebbe accertato evasione di milioni di tributi non versati, teste di legno individuate per l’occasione e messe a capo delle tante società e passaggi e cessioni di rami d’azienda, con cariche sociali affidate a persone che risultavano irreperibili. Tra le contestazioni, persino l’ammanco cospicuo di quasi 9 milioni di euro dal caveau dell’istituto e la detenzione di banconote contraffatte. Nel collegio difensivo, gli avvocati Giovanni Annunziata e Pietro Pasquali. La storia processuale del fallimento dell’istituto di vigilanza, appena agli inizi, ha però anche un’altra faccia, quella di 250 dipendenti senza lavoro, in mobilità e in attesa di nuova collocazione. Ex dipendenti senza più un reddito, con difficoltà economiche quotidiane come ampiamente testimoniato durante le decine di sit-in di protesta fatti in passato.
Nicola Sorrentino

