Nei giorni scorsi alcuni utenti avevano annunciato di voler vendere falsi lasciapassare per 300/ 500/ 900 euro. Poi avevano fregato chi aveva abboccato chiedendo un riscatto per i documenti d’identità.
Ora arriva l’operazione della Polizia Postale che sta eseguendo una vasta operazione di contrasto al commercio online di falsi green pass covid 19.

Gli utenti venivano attratti con messaggi del seguente tenore: “ciao, ti spiego brevemente come funziona. attraverso i dati che ci fornisci (nome e cognome, residenza, codice fiscale e data di nascita) una dottoressa nostra collaboratrice compila un certificato vaccinale e (quindi si, risulti realmente vaccinato per lo stato) e da lì in green pass”
Gli investigatori del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, Milano e Bari, con il coordinamento delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari, stanno eseguendo perquisizioni e sequestri nei confronti degli amministratori di 32 canali Telegram responsabili della vendita di green pass covid 19 falsi.
L’esperto risponde

I “furbetti” del Green pass, ossia coloro che pensavano di acquistare una certificazione falsa online per ingannare le autorità, sono stati ingannati. Doppiamente, come racconta Matteo Flora su Twitter. Dopo aver sborsato centinaia di euro ad un perfetto sconosciuto per un documento falso, oltre a non averlo ottenuto si ritrovano a dover far fronte al ricatto. O sborsano altri soldi al truffatore o quest’ultimo avrebbe diffuso pubblicamente le loro generalità. In che modo? Grazie ai documenti d’identità che gli stessi “furbetti” avevano fornito per ottenere il Green pass fasullo come scrive il portale open.line
L’intera vicenda viene raccontata all’interno di un gruppo chiamato Greenpass Fake Truffa e Recensioni dove alcuni dei 56 iscritti pubblicano, con nome e cognome in chiaro, le loro “recensioni” riguardo la truffa subita da due utenti, tale MauroGP e VeronicaGP, che tramite diversi canali fingono di vendere Green Pass contraffatti e funzionanti.

