“Ritmi insostenibili”, i dipendenti CNS fanno sentire la propria voce

Troppi i "buchi" degli OSS che i dipendenti dell'azienda devono fronteggiare

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Costretti a svolgere anche mansioni che non dovrebbero e senza vedere un reale aumento della propria paga. Questa la storia di molti dei lavoratori della CNS, ditta esterna in ausilio all’Asl, in servizio agli ospedali di Nocera Inferiore e Pagani.

A dare il grido d’allarme sono stati alcuni dei dipendenti del settore logistica che collabora, in particolar modo, con l’ospedale Andrea Tortora di Pagani. Secondo i dipendenti alla base delle problematiche ci sono una serie di assenze di molti operatori OSS che “costringono” i dipendenti a fare più del dovuto. I lavoratori, che in particolare hanno come compito il solo trasporto dei pazienti, si sono ritrovati in più occasioni anche ad effettuare mansioni che non gli competerebbero, ma non si sono mai tirati indietro in ragione di un “bene superiore” e della possibilità di aiuto agli altri. E fin qui, tutto più o meno bene. Le problematiche, serie, però, sono subentrate quando, nel tempo, l’aiuto che sembrava sporadico è diventato più che quotidiano.

“Collaboriamo con i reparti di Ematologia, Chirurgia e Rianimazione dell’Andrea Tortora così come col Pronto Soccorso di Nocera Inferiore – le parole di alcuni lavoratori – ma ci ritroviamo in serie difficoltà perché purtroppo riceviamo continue richieste di copertura di operatori OSS assenti per malattia o per le festività. Non ci siamo mai tirati indietro e mai lo faremmo, ma purtroppo ci ritroviamo a fronteggiare orari a volte anche assurdi di lavoro a fronte di una busta paga davvero molto esigua. Non arriviamo a 1000 euro al mese, sforiamo appena gli 800 euro ma siamo impegnati sempre. Ci dovremmo occupare del solo trasporto dei pazienti e invece spesso dobbiamo aiutare gli infermieri, dobbiamo svolgere anche mansioni che non ci competono. Fin quando le cose vanno bene, nessuno se ne accorge e il nostro ausilio è anche ben accetto. Se sbagliamo qualcosa, però, siamo noi a doverci assumere delle grosse responsabilità, e questo non è assolutamente accettabile”. Molti dei lavoratori si ritrovano a dover fare anche più di 30 ore settimanali, per una ditta che deve comunque dividersi tra Pagani e Nocera. “Il problema è lì – hanno detto ancora i dipendenti – il Pronto Soccorso necessita di personale e veniamo sempre contattati. Le ore che la ditta fornisce a Nocera vengono sottratte a Pagani e recuperate in quei giorni in cui reparti come il Laboratorio Analisi sono chiusi, ma le difficoltà di gestione del personale restano tantissime. Vorremmo che i direttori ci venissero incontro e capissero le nostre difficoltà, perché questi ritmi sono insostenibili”.