La prima si tenne a New York il 17 febbraio 1984, in Italia il film uscì il 6 luglio 1984.
Diretto da Sergio Leone, “Once upon a time in America” – con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern – è un film dove il sogno americano viene demitizzato da un cineasta europeo.

Presentato fuori concorso al 37º Festival di Cannes, è il terzo capitolo della c.d. “Trilogia del tempo”, preceduto da “C’era una volta il West” (1968) e “Giù la testa” (1971).
La pellicola – strutturata su un ampio ricorso alla formula dell’analessi e della prolessi – narra.le drammatiche vicissitudini del criminale David “Noodles” Aaronson e dei suoi amici nell’arco di più di quarant’anni (dagli anni venti ai sessanta).
La sceneggiatura del film è frutto di un lavoro che copre un arco di tempo di circa 12-13 anni: fin dall’uscita di “Giù la testa”, Leone iniziò a progettare di realizzare un gangster movie ambientato nell’America dei primi del Novecento.
La trama definitiva venne in mente al regista leggendo il romanzo “The Hoods” di Harry Grey, l’autobiografia di un vero gangster, David Aaronson per l’appunto.
Malgrado lo scarso successo di pubblico alla sua uscita è stato, col passare degli anni, definito come uno dei film più belli di sempre:
- Morando Morandini nel suo Dizionario del cinema attribuisce al film un giudizio di 5 stelle, commentando: “Il presente non esiste: è una sfilata di fantasmi nello spazio incantato della memoria. Alle sconnessioni temporali corrispondono le dilatazioni dello spazio: con sapienti incastri tra esterni autentici ed esterni ricostruiti in teatro, Leone accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso l’America metropolitana (e la storia del cinema su quell’America) che è reale e favoloso, archeologico e rituale. […] È un film di morte, iniquità, violenza, piombo, sangue, paura, amicizia virile, tradimenti. E di sesso. In questa fiaba di maschi violenti le donne sono maltrattate; la pulsione sessuale è legata all’analità, alla golosità, alla morte, soprattutto alla violenza. È l’America vista come un mondo di bambini”.
- Pino Farinotti nella sua guida conferma l’alta valutazione del film assegnandogli un voto di 4 stelle su 5, definendolo “Un’autentica lezione di cinema”.
- Nella lista dei migliori film della storia del cinema stilata dai lettori di TimeOut si legge la seguente motivazione: “A mature meditation on time, honor, and brotherhood, and another gangster epic on a grand scale”.

Un’ epopea, quindi.
C’era una volta in America è nostalgicamente, un film sul sogno, il sogno americano? È un film dove il romanticismo,l’umanità riuscirà quasi sempre ad indebolire la violenza.
«Lo sai che leggevo la Bibbia tutte le sere? E tutte le sere io pensavo a te. «Il tuo ombelico è una coppa rotonda | dove non manca mai il vino. | Il tuo ventre un mucchio di grano circondato da gigli. | Le tue mammelle sono grappoli d’uva. | Il tuo respiro ha il profumo delicato delle mele.» Nessuno t’amerà mai come t’ho amato io. C’erano momenti disperati che non ne potevo più e allora pensavo a te e mi dicevo: “Deborah esiste, è la fuori, esiste!” E con quello superavo tutto. Capisci ora cosa sei per me?».
I riconoscimenti
1985 – Premio BAFTA
Migliori costumi a Gabriella Pescucci
Miglior colonna sonora a Ennio Morricone
1985 – Nastro d’argento
Regista del miglior film a Sergio Leone
Migliore fotografia a Tonino Delli Colli
Migliore scenografia a Carlo Simi
Miglior colonna sonora a Ennio Morricone
1984 – Los Angeles Film Critics Association Award
Miglior colonna sonora a Ennio Morricone
1985 – Awards of the Japanese Academy
Miglior film straniero
1985 – Kinema Junpo Awards
Miglior film straniero a Sergio Leone
1986 – Sant Jordi Awards
Miglior attore straniero a Robert De Niro.
Colonna Sonora
Per la composizione della colonna sonora, il regista Sergio Leone non ha mai avuto dubbi, scegliendo immediatamente il suo collaboratore di lunga data Ennio Morricone, con cui aveva lavorato per tutti i suoi western che lo avevano reso celebre in tutto il mondo.
La musica del film era stata commissionata da Leone con così largo anticipo che veniva ascoltata, seppur non nella versione orchestrata, sul set durante le riprese.
Antonietta Della Femina

