L’appello della “Movida angrese” alle istituzioni: “vogliamo lavorare seriamente e dignitosamente”

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Come associazione “Movida angrese”, sentiamo l’esigenza di lanciare un appello a tutte le Istituzioni presenti sul territorio ed alle forze dell’ordine perché nella nostra città si torni a respirare un clima più sereno.

C’è bisogno di rafforzare il dialogo, di avere certezza delle regole, di assumere decisioni, di affrontare con coraggio alcune questioni irrisolte.

Si avverte pesantemente un vuoto che scoraggia, che fa addirittura paura perché dopo mesi tanto difficili non si riesce a guardare con fiducia al futuro. Non è giusto pagare questo scotto né da cittadini né da imprenditori.

Nel centro storico ci aspettiamo un atteggiamento fermamente repressivo verso fenomeni di illegalità, di criminalità, di spaccio, di contravvenzione ai divieti. Non ci aspettiamo certo una guerra a chi non chiede altro che di lavorare nel rispetto delle regole e con tanti sacrifici per non abbassare la serranda definitivamente dopo due anni di continue chiusure.

E’ stato molto deludente rendersi conto di vivere in una realtà così ostile e disattenta verso il suo stesso tessuto socio-economico.

Mentre in tutto il Paese si decideva di far riaprire i locali con posti a sedere all’aperto e si semplificavano le procedure per le autorizzazioni, qui ad Angri abbiamo atteso mesi, perdendo tanti giorni utili di lavoro, per arrivare dopo tanti incontri con l’amministrazione, ad un accordo per una sperimentazione di fatto dell’occupazione del centro storico con tavoli e sedie, in attesa di formalizzarlo definitivamente.

La preoccupazione era che le strade fossero troppo strette per garantire le fasce d rispetto, ma abbiamo dimostrato che invece si poteva fare. Le forze dell’ordine, intanto, non hanno riconosciuto tale sperimentazione e abbiamo subito multe, articoli faziosi, danni economici e di immagine, non per noi, ma per tutta la città. Quanta amarezza!

Ieri c’è stato l’ennesimo controllo per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei carabinieri, teso a far smontare anche mensoline di 20 vitali per le piccole attività pesantemente compromesse dal Covid, ma non c’è stato nessuno controllo per la sicurezza più generale.

L’associazione Movida angrese, nonostante il pesante stato di cose, ha assicurato ai residenti e agli avventori del centro storico la presenza della vigilanza privata accollandosi la spesa.

Teniamo a precisare che dalla prossima settimana il servizio sarà sospeso, visto che non ci è consentito di lavorare all’aperto. Eppure non è difficile capire che i tavoli aiutano a creare una movida di qualità.

Dopo una parentesi felice tutto tornerà nelle mani degli incivili e dei malintenzionati, distruggendo tutti i risultati ottenuti in queste tre settimane, durante le quali non si era più verificata nessuna rissa e si erano sfavoriti gli assembramenti.

In questi giorni proviamo con tenacia a non demordere e a ripresentare tutta la documentazione, ma non sappiamo più cosa fare se ci verrà fatto ancora ostracismo.

Noi vogliamo rispettare tutte le regole, non chiediamo procedure semplificate, che pure sarebbero state giuste come nel resto del Paese, non vogliamo compromettere la possibilità per i residenti di rientrare al proprio domicilio.

Ci accolliamo pulizia, decoro e vigilanza, ma la città e le istituzioni ci siano!

Chiediamo solo risposte certe e celeri e chiediamo una mano accorata per poter lavorare seriamente e dignitosamente.

  • Associazione Movida Angrese
  • Oienè
  • Vico d’ ‘o Vattariello
  • Vinebria
  • Il Boccale
  • Pinto Sushi
  • Sazerac
  • Mmiezesaund
  • La Nuova Bettola