Pagani. Non ha nessun tumore, ma gli prescrivono chemioterapia destinata ad altro paziente.

La famiglia del 70enne deceduto, si oppone all'archiviazione del caso. Nel registro degli indagati un medico del Tortora, inizialmente accusato di omicidio colposo e responsabile di quel presunto errore.

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Gli prescrissero una chemioterapia destinata ad un altro paziente, per via di un “fatale” scambio di cartelle cliniche. Quella cura lo avrebbe ucciso quattro mesi dopo. Servirà un’apposita camera di consiglio per sciogliere i dubbi sulla morte di Mario Del Duca, 70enne morto per un presunto scambio di cartelle. La storia ebbe inizio nell’estate 2014, quando Del Duca si sottopose ad una Tac per una serie di dolori al petto. Era già stato operato in precedenza per un polpo intestinale, oltre a soffrire di una patologia cardiaca. La Tac fece emergere un quadro non proprio rassicurante, tanto da spingere i familiari a rivolgersi ad uno specialista dell’oncologia dell’Andrea Tortora di Pagani. Qui, fu ipotizzata per l’anziano la presenza di un tumore, con la conseguente prescrizione di una nuova serie di esami, effettuati però presso il Mauro Scarlato di Scafati. Mentre il settantenne si sottopose ad un ciclo di cure, i figli scoprirono che in realtà il genitore non aveva alcun tumore. E questo dopo aver letto la sua cartella clinica, appartenente però ad un altro paziente, nella quale era allegato un referto di una biopsia collegata ad una forma di tumore polmonare.

A quel punto, la famiglia di Mario si rivolse ai medici dell’ospedale scafatese per segnalare il presunto e increscioso errore, chiedendo un minuto dopo il referto degli esami ai quali era stato sottoposto il padre. Che, per un segno beffardo del destino, aveva dato esito negativo. L’uomo non aveva alcun tumore e quel ciclo di chemioterapie non andava prescritto. L’anziano cominciò un trattamento disintossicante presso il Cotugno di Napoli, per poi essere dimesso dall’ospedale di Pagani dopo un ultimo controllo. Trascorso qualche mese, Mario fu colpito da una forma influenzale. Nella denuncia, i figli parlano di «uno stato debilitante» che gli impedì di fronteggiare l’influenza. Uno stato che lo condusse alla morte, il 14 gennaio del 2015.

Ora, la procura vuole archiviare il caso, dopo aver iscritto nel registro degli indagati un medico del Tortora, inizialmente accusato di omicidio colposo e responsabile di quel presunto errore. Ma per il medico legale, l’anziano interruppe la chemioterapia in tempo, che non sarebbe dunque legata al suo decesso. Di natura opposta è invece la tesi del legale che assiste la famiglia, il quale sostiene che il ciclo durò di più. E che lo stesso medico non avrebbe appurato il grado di tossicità del farmaco somministrato ad un paziente affetto comunque da più patologie.

Nicola Sorrentino