I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia “Diritto, privilegio ed abuso”

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Ci sono persone, soggetti, personaggi che nelle polemiche ci sguazzano; stanno lì alla finestra e appena se ne presenta l’occasione prendono il loro secchio pieno di bile e lo rovesciano addosso al bersaglio di turno.

E non importa chi, dove e quando colpire, conta solo fare rumore cercando di cogliere la dove tutti guardano, non fosse altro che per attirare l’attenzione e calamitarla su sé stessi.

La polemica sugli stalli di sosta privatizzati, in questo momento è il fuoco da alimentare, ovviamente sfruttando tutta la “legna” a disposizione; quindi gli attacchi giungono da molteplici direzioni, con argomenti che spaziano a pieno orizzonte sfruttando come al solito i canali social, là dove la memoria è corta ed è facile dire tutto ed il contrario di tutto, a seconda di quale piede si è poggiato per primo quel mattino alzandosi dal letto.

Non voglio commentare il boicottaggio della sosta a pagamento (pare che si lascino volutamente vuoti gli stalli delimitati dalle strisce blu per manifestare dissenso, comunque mi chiedo dove stiano mettendo le macchine che prima affollavano gli stessi stalli), piuttosto voglio polemizzare con l’ex candidato sindaco Eugenio Lato che come al solito non ha perso occasione per “cavalcare” l’onda del dissenso prendendo spunto dal “biglietto di cortesia” lasciato da un ausiliario del traffico sul parabrezza di un’auto parcheggiata nelle strisce, senza ticket sosta ma con il contrassegno destinato ai portatori di handicap.

Il leader di “Stay Angri” ha preso la palla al balzo ed ha sciorinato la sua dialettica fatta di retorica, di luoghi comuni e di mancate verità tirando in ballo addirittura la “non garanzia dei diritti umani”, aggiungendo che è “un oltraggio verso le fasce deboli non consentire gratuitamente la sosta ai disabili con apposito cartellino nelle strisce blu visto che le aree di sosta a loro dedicate sono quasi inesistenti”.

Io voglio approfittare di questo spazio per rammentare al “guru” dei diritti civili che la sosta dei veicoli muniti di contrassegno “H” è regolamentata per legge e che Angri era uno dei pochi comuni d’Italia che permetteva di parcheggiare gratuitamente negli spazi a pagamento.

Ma non è questo il punto dolente di tutta la vicenda, il vero problema è far capire ad Eugenio Lato come a tanti altri “capi rivolta” che il diritto di parcheggiare gratuitamente negli appositi spazi è destinato esclusivamente a quei veicoli che trasportano in quel momento il disabile; ovviamente, non avendo contezza della vicenda che ha scatenato il “maggio degli angresi”, non metto in dubbio che nella fattispecie il veicolo fosse ad effettivo uso di un disabile, ma quante volte, quante macchine, quanti contrassegni vengono utilizzati in barba al rispetto degli altri?

Il “lasciapassare” viene utilizzato come un privilegio, serve a parcheggiare ovunque, per giornate intere, anche e soprattutto negli spazi dedicati, impedendo ad altri veicoli, che magari veramente trasportano una persona con handicap, di usufruire del vantaggio riconosciuto per legge.

È questa la vera battaglia da combattere, snidare ed additare quelli che hanno fatto di un diritto un privilegio, abusando delle leggi quasi fossero fatte “ad personam”, e sono proprio gli stessi che si accodano ai fomentatori di dissenso, pur di mantenere il loro “statu quo” fregandosene degli altri, di tutti gli altri, anche di me.