I racconti di Carmine Lanzieri battaglia. Angri/Scafati “isolamento comunale”

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Ancora uno schiaffo in pieno volto per la nostra già bistrattata amministrazione comunale.
Alla presenza del Sindaco di Scafati, comune con cui Angri confina nella sua parte di territorio che si affaccia a nord ovest, un rappresentante di Rete Ferroviaria Italiana, ha virtualmente consegnato il cavalcavia pedonale di via Salice che permetterà, una volta pienamente operativo, l’attraversamento dei binari senza dover fare il “giro del mondo”.

Certo, a ben vedere, questa opera ricade completamente sul territorio comunale di Scafati ed è stata oggetto di approvazione solo da parte del municipio scafatese, ma vista l’importanza strategica del manufatto e l’oggettiva distanza dal confine tra i due comuni (veramente pochi centimetri), forse sarebbe stato opportuno estendere l’invito alla cerimonia anche al primo cittadino angrese, che magari avrebbe delegato qualcun altro, ma almeno si sarebbe visto un poco di “noi” anche in questa occasione. In realtà non ci è dato di sapere se un invito ci sia stato oppure no, resta il fatto che la latitanza dei nostri amministratori sta diventando talmente prevedibile che ormai nessuno ci fa più caso.

Tutti ricorderanno l’inaugurazione della bretella di collegamento tra via Scafati (zona via delle Industrie) e la rotonda di via Paludicelle (che per oltre tre quarti ricade nel comune di Angri), occasione in cui la nostra amministrazione brillò per la sua totale assenza, in palese contrasto con gli altri sindaci coinvolti (Scafati appunto e S. Antonio Abate), e rifiutando nel contempo l’autorizzazione all’apertura dell’altro ramo della stessa bretella che collega la predetta rotonda con via Stabia ad Angri.

Fatto sta che in un’epoca in cui le inaugurazioni di opere di pubblica utilità che, oltre a facilitare la vita dei cittadini, dovrebbero essere anche un momento di crescita dell’economia locale, i “nostri eroi” se ne stanno a casa; forse per scelta loro, forse per scelta degli altri.

A noi resta questo “distanziamento sociale” tra amministrazioni, che sicuramente non farà bene a nessuno, men che meno a noi.