I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. “Il silenzio degli incoerenti”

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Manco dai social ormai da anni, tre forse quattro, non me ne ricordo neanche più; i motivi sono chiari, a me.

Quindi non so quello che succede nel mondo della condivisione, dei likes e dei followers, mi limito a leggere le notizie che corrono sui siti di informazione e a ricevere qualche messaggio su WhatsApp che, tramite link porta spesso a profili social, ed io ovviamente non posso accedervi.

E poi ascolto, ho la brutta abitudine di ascoltare quello che mi dicono gli altri. È vero con l’età lo “spazio di archiviazione” diminuisce e quindi sono ormai in quella fase in cui non posso ricordare tutto, ma credetemi, ascolto. A tal proposito, non mi ricordo più se ieri o qualche giorno prima, almeno due persone in un lasso di tempo piuttosto breve, mi hanno fatto notare che il nostro “alfiere”, il rappresentante delle istituzioni locali, il primo cittadino di Angri, non parla più.

Il nostro beneamato sindaco ormai è diventato muto come un pesce, sfuggente come un’anguilla, introvabile come la pietra filosofale, invisibile come l’uomo invisibile. Non fa più dirette social, non risponde al telefono né ai messaggi, non si presenta agli incontri con le associazioni di categoria, e magari c’è qualcuno che ne sente anche la mancanza!

Pensando a questa nuova vita a-sociale di Cosimo Ferraioli, mi è tornato in mente il pluripremiato film di Jonathan Demme, dove la deliziosa Clarice vive di incubi in attesa del “Silence of lambs” (tradotto con “il silenzio degli innocenti”), che poi arriva con l’uccisione del serial killer conosciuto come “Buffalo Bill”.

Così nel film, cosa invece, ha portato al mutismo il nostro Sindaco? Perché ormai si è “ridotto” a pubblicare le sole tabelle alfanumeriche delle statistiche? Io non conosco motivazioni valide a sostegno di questa sua trasfigurazione, e se veramente non ve ne fossero, è lecito pensare che lui non parla per non sconfessare il lavoro svolto dalla sua amministrazione, per non mettere in discussione le scelte che sono state fatte da un anno a questa parte, per non rinnegare il pensiero politico che ha contraddistinto il suo percorso di amministratore; sarebbe davvero dura trovarsi a combattere con i fantasmi del passato abortendo le sue scelte precedenti: ecco perché credo che il suo silenzio sia il miglior modo di parlare.

Del resto quante volte è successo che per non peggiorare la situazione, ce ne stiamo zitti? Quante volte da ragazzi ci veniva imposto di non rispondere?

Quante volte davanti ad evidenti guai combinati non abbiamo fatto altro che abbassare la testa e restare in silenzio? Forse è una grande lezione quella che il nostro “uomo solo al comando” ci sta dando, forse anche altri dovrebbero seguire il suo esempio. Forse.

Anche se, personalmente, se invece chi ci guida fosse semplicemente vittima della sua incoerenza, e non cosciente della pericolosità di cose dette fuori luogo, sarei davvero e ancor di più deluso dalle scelte elettorali di noi cittadini.

Di norma gli incoerenti non fanno altro che parlare saltando da un palo ad una frasca, chi invece soffre di coerenza cronica parla, poco e con cognizione di causa, lottando per le proprie idee, le proprie scelte, il proprio modo di essere.