I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. Diamo a Cesare quel che è di Cesare

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Perché addossare le responsabilità di un fallimento all’amministrazione quando l’amministrazione questa volta non c’entra proprio per niente? Il “polo vaccinale” di Angri che, secondo me, non poteva avere collocazione migliore di dove si trova adesso, rischia di chiudere perché non “soddisfa” tutti i requisiti: particolarmente, essendo che nella stessa struttura è ospitata la cosiddetta Continuità Assistenziale (la ex guardia medica) che è attiva nelle ore notturne, nei festivi e durante il fine settimana, il servizio vaccinale non può essere garantito 7 giorni su 7 (non si capisce perché) e quindi il posto non va bene e si chiude in attesa di trovare una nuova sede.

Va ricordato che la ex Scuola Elementare, che faceva capo al Secondo Circolo Didattico, accoglie anche i volontari dell’AVIS, che varie volte al mese, ma sempre di sabato o domenica, occupano l’area a loro destinata per garantire il servizio di donazione del sangue, inoltre un’altra ala dell’edificio vede la presenza costante degli addetti al servizio 118, con personale e mezzi impegnati 24 ore su 24 nella quotidiana lotta per la vita.

Allora anche queste prestazioni dovrebbero essere di impedimento al corretto funzionamento del servizio vaccinale. Questa struttura, che sorge alle spalle della palazzina che ospita ambulatori ed uffici del Distretto Sanitario di cui Angri fa parte, gode di ampio spazio aperto adibito anche a parcheggio e pur essendo non centrale non è decentrata, è stata completamente ristrutturata ed è accogliente e ben arieggiata.

Forse chi ha montato questa polemica al punto che si rischia la chiusura del servizio in attesa di riallocazione, non ha ben presente gli altri poli destinati alla vaccinazione, come ad esempio l’ospedale Scarlato di Scafati e la palestra in via della Resistenza che ricade nello stesso comune.

In ospedale, e lo dico per esperienza diretta, malgrado i capillari controlli e filtri, non ho riscontrato nessun rispetto delle distanze, nessun rispetto degli orari di appuntamento, nessun rispetto per le persone diversamente abili. La sala d’attesa, avendo necessità di essere arieggiata, era completamente aperta alle intemperie: ingresso e finestre erano spalancati e gli utenti, per la maggior parte anziani, sostavano in mezzo alla corrente d’aria con le conseguenze del caso; nella sala ho contato oltre trenta persone in attesa ed altri hanno aspettato a lungo ai piedi dello scalone in attesa di poter accedere alla struttura.

Nella palestra di via della Resistenza, e qui parlo per notizia riportata ma di cui non dubito una virgola, nell’episodio che mi è stato riferito, il freddo pungente ha fatto solo da corollario alla cattiva gestione dell’emergenza vaccinale, infatti non essendoci alcun filtro al momento dell’accoglienza, persone anziane con patologie incompatibili con la somministrazione di un certo tipo di vaccino, ne sono venute a conoscenza solo al momento dell’iniezione, che è stata giustamente evitata, e quindi un’attesa di oltre due ore e mezza è stata resa vana con il disagio fisico e psicologico che ne consegue.

Colpa delle strutture o colpa del personale? Ad Angri si responsabilizzano le strutture, senza tenere conto che “sono le persone che fanno i posti”. Io credo che i disagi, siano figli della cattiva gestione degli strumenti, degli uomini, dei mezzi e degli spazi a disposizione, una buona organizzazione esalta il personale e le infrastrutture.