Il vino rappresenta da secoli la singolarità dei territori ritrovando nell’essenza del “nettare degli Dei” l’identificazione con le terre di origine.
La triade di vini della Valle del Dragone svela una antica storia che compie il primo passo attraverso la scoperta di profumi e sapori che tendono ad impreziosire il gusto.
Un lungo cammino che si identifica attraverso l’attenzione e la passione, che culmina con la mescita nel calice di un liquido pronto per essere apprezzato.
Il Consorzio Monti Lattari ha inteso aprire un varco nella scia della eno gastronomia legata ai sapori di un territorio vasto che propone al palato del consumatore un florilegio di sapori e prodotti che saranno lanciati già nelle prossime settimane.
Il Presidente del Consorzio, Vincenzo Calce, coltiva, fortemente, l’intenzione di voler raggruppare e valorizzare le tante aziende del territorio che da anni realizzano prodotti di eccellenza che rendono lustro alle tradizioni e alle terre dei Monti Lattari.
Il Consorzio, attraverso una rete sinergica, si propone di avviare un processo di crescita e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio dei Monti Lattari che trovano condivisione nei sapori e nelle tradizioni di elementi enogastronomici di una porzione di terra conosciuta in tutto il mondo che si estende dalla “Divina” costiera, all’agro nocerino sarnese, fino ad arrivare ai comuni della fascia montana quali Tramonti, Corbara e Gragnano.
La selezione dei vini della Valle del Dragone, come altre prodotti che saranno presentati in futuro, è stata oggetto di una accurata ricerca storica e seguita da un piano di marketing curato dal professore Aniello Ascolese che si è messo sulla tracce di storie inedite raccolte tramite l’utilizzo di fonti legate alla “Rassegna Amalfitana” e alla Badia di Cava.
La storia dei vini della Valle del Dragone
Narra una antica leggenda che un giorno arrivò sulla costa di Amalfi, una bellissima e giovane regina proveniente dall’oriente che, incantata dalla bellezza del paesaggio Amalfitano si inoltrò nelle gole della montagna dei Monti Lattari, seguendo un piccolo torrente di acqua chiara e limpida.
Presa dalla gioia di tanta bellezza, iniziò a cantare e l’eco della sua voce melodiosa, si diffuse su tutta la catena dei Monti Lattari, raggiungendo gli antri di una spelonca situata a Dragonea vicino Vietri sul Mare, dove viveva in una grotta nascosta, un antico Dragone, che rimase immediatamente incantato da quella voce, dolce e melodiosa e se ne innamorò.
Seguendo gli antri dei Monti Lattari, il Dragone raggiunse la principessa e questa impaurita, iniziò a gridare dalla paura fuggendo nel bosco. Alle sue urla disperate, rispose un cavaliere che sopraggiunse dal torrente Canneto, che saltando di cascata in cascata, riuscì a far scappare ll dragone sui Monti Lattari.
Ancora oggi si ascolta ll torrente Reginula che scorre dolcemente tra le gole della montagna, e continua a cantare amabilmente la sua voce melodiosa, accarezzando la natura incontaminata, splendente e armoniosa, fatta di cascate, mulini e insenature e ammansendo nel bosco il Torrente Dragone che rimane calmo e quieto nei suoi anfratti.
Ancora oggi, quando inizia a piovere, la voce della Reginula non si riesce più a sentire e il Dragone diventa pazzo e furioso e grida tra le gole, distruggendo tutto quello che trova sul suo percorso, portando a Valle sulla costa di Atrani, tutta la sua furia, perché cerca la sua regina e non la trova.
Infine, quando finisce dl piovere, si calma, perché riesce ad ascoltare finalmente nella natura dei Monti Lattari la voce della sua dolce amata Reginula.

