È passato un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19. In 12 mesi le conseguenze si sono abbattute sulle vite di ognuno di noi, sono ben visibili, sull’istruzione dei bambini, le attività, le serrande che si abbassano per un tempo breve e per quelli che non l’apriranno piu’, le vite spezzate per colpa della pandemia.
Quasi un anno dopo la dichiarazione ufficiale della pandemia globale, la più grande emergenza educativa della storia ha ampliato il divario tra i Paesi e all’interno dei Paesi stessi, come quello tra le famiglie più ricche e quelle più povere. Un anno che sembra infinito, ci siamo ritrovati a temere per la nostra vita, ma anche a riflettere sulla nostra vita. Per mesi abbiamo osservato gli altri dal balcone, i pochi che passavano o quelli affacciati alla finestra. La pandemia ha cambiato la vita di tutti, ha cambiato il modo di vivere di raccontarci al di là della paura, dell’ansia, dei lutti e del senso di impotenza.
Ognuno di noi porta nel cuore un’immagine, una frase, un volto, la lotta dei medici e degli infermieri per salvare più vite negli ospedali, l’immagine drammatica della colonna dei camion militari in partenza da Bergamo con le bare, il lockdown, i tanti volontari in campo per la solidarietà, lo smartworking e la didattica a distanza. Poi le riaperture, la seconda ondata, l’arrivo dei vaccini e la speranza di ripartire più forti e uniti di prima.
Il virus ha cambiato la storia del pianeta, una storia fatta di tante storie: storie di dolore come quelle di chi ha perso un proprio caro, di chi ha vissuto la malattia, storie di solitudine e isolamento, di abitudini bruscamente rivoluzionate, di spazi alterati, difficoltà economiche e psicologiche, aziende ferme, ospedali in affanno, blocco delle scuole, locali chiusi, gli uffici pubblici che iniziano l’era dello smartworking, ognuno di noi porta nel cuore il ricordo di un momento, un’immagine, una frase, un volto, ma anche storie di generosità, di volontariato, di unità ritrovata, di guarigione, rinascita e speranza.
E’ come riavvolgere il nastro, rivedere la città di Wuhan diventa tristemente nota come epicentro dell’epidemia il panorama andrà gradualmente peggiorando. Il bollettino dopo un anno parla di 120.710.811 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.670.763 i decessi. Ad oggi, oltre 381,34 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo.
In Italia il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 3.281.810, 369.084 i tamponi effettuati. Il numero totale di attualmente positivi è di 539.008 (di cui 3.317 in terapia intensiva). I deceduti sono 103.432, mentre il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 2.639.370.
7.101.882 il totale delle somministrazioni effettuate in Italia, mentre sono 2.180.085 le persone a cui è stata somministrata anche la seconda dose.
Qui le 10 immagini che hanno segnato la pandemia











