“E’ evidente che un malore pre-sinistro sia stato altamente probabile”. Questo quanto si legge nell’atto d’appello, presentato dai legali Alfonso Giuliano e Gennaro Lavitola presso la Corte d’Appello di Potenza per chieder l’assoluzione di Gianni Paciello che il 28 settembre 2014, alla guida di una BMW travolse ed uccise 4 giovanissimi ragazzi che erano dinanzi all’ingresso del bar New Club 2000, nella frazione di Silla nel comune di Sassano. Il 23enne in primo grado era stato condannato a 10 anni di reclusione e 4 mesi di arresto ed alla pena accessoria della sospensione della patente di guida per 4 anni con l’accusa di omicidio plurimo aggravato dal fatto che guidasse ubriaco. La difesa dei legali è incentrata su un possibile malore che avrebbe colpito il giovane guidatore, facendogli perdere il controllo dell’auto e sull’inefficienza del sistema frenante della BMW. L’atto d’ appello è legato alle dichiarazioni rese da uno dei medici che soccorse Paciello, il quale durante il processo di primo di grado ha parlato di stato comatoso del 23enne in assenza di traumi gravi ed inoltre i marcatori cardiaci sono risultati alterati dalle analisi del sangue effettuate presso l’ospedale di Polla. Gli avvocati, chiedono il proscioglimento di Paciello sulla base del secondo comma dell’articolo 530 del Codice Penale che prevede l’assoluzione “quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fato costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile”.
Roberta Montanaro

