Un altro lutto colpisce la città di Pompei, il nome di Angelo si aggiunge alla triste lista delle persone decedute in questo periodo nella Campania.
Una lettera scritta con l’affetto e commozione, che ha visto questi due pasticcieri con dei sani principi e vecchi valori, percorrere insieme questa avventura, il maestro Gabbiano ha raccontato il trascorrere degli anni insieme ad Angelo che sono arrivate diritte al cuore.
Il ricordo di “Angioletto”, lo descrive il maestro pasticciere Salvatore Gabbiano dell’omonima pasticceria, molti altri messaggi di cordoglio sui social stanno ricordando la figura di Angelo .

“Ti voglio ricordare così !!! Correva l’estate del 1984 quando ci conoscemmo in un laboratorio di pasticceria a Scafati, tu venivi da un periodo di lavoro presso la famosissima pasticceria di Pompei “Vollaro” mentre io ero alle prime armi in questo bellissimo mondo della Pasticceria, quindi per me eri un mito visto che sapevi fare delle sfogliatelle divine, eri il Re indiscusso dei Boero e sapevi tostare perfino il caffè.
Era proprio quella estate che eravamo attaccati ad una piccola radiolina che per antenna aveva una forchetta, silenti e concentrati per ascoltare che Corrado Ferlaino aveva fatto il colpaccio, aveva portato a Napoli il Re del calcio D.A.Maradona e noi a quella notizia ci abbracciammo urlando come pazzi.
Da lì in poi lavoro e partite al San Paolo, è stato un susseguirsi dello stare insieme, poi il tuo matrimonio, hai avuto due bellissimi figli, tanti avvenimenti fino alla mia partenza per il servizio di leva, che al ritorno iniziai a fare un giro di esperienza presso altri laboratori di pasticceria per arricchire il mio bagaglio, ma tu ancora in quella pasticceria a lavorare.
Fu nel 1994 che io pensai di aprire una pasticceria tutta mia ed il primo a saperlo fosti tu, che quasi con le lacrime agli occhi traspariva la tua felicità per me.
Ma dopo qualche anno quella pasticceria dove ci siamo conosciuti, che intanto aveva cambiato gestione, stava per chiudere mentre a me serviva una mano in laboratorio, era il 2000 l’anno Giubilare quando io ti feci la proposta di venire a lavorare con me, tu felicissimo ed anche io, e da allora le nostre strade non si sono più separate.
Devo anche a te la mia crescita professionale perché sei stato il pilastro di quando io mancavo in laboratorio per lavoro, il maestro d’orchestra, il leader indiscusso, l’unica persona che ogni mattina, per 21 anni, ha sempre rinfrescato con orgoglio quel lievito madre che hai davanti in questa foto.
Erano le 11:00 del mattino di un mese fa quando ti scusasti con tutti i colleghi perché sentivi un forte dolore addominale e dovesti lasciare il lavoro, e da quel giorno non sei più ritornato. Che tu possa riposare in pace caro Angelo !”
Anche la redazione di MN24 si associa al dolore che ha colpito la famiglia e gli amici per la scomparsa di Angelo.

