Contrasto al gioco illegale. Chiusi 5 esercizi e sequestrate 31 macchinette

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Nell’ambito dei normali controlli per il contrasto del gioco illegale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito una serie di interventi presso circoli ricreativi e bar dell’Area cilentana e del capoluogo.

Anche in questo periodo di emergenza epidemiologica, infatti, non mancano gli avventori delle sale gioco, esercizi che dovrebbero rimanere chiusi, in base alle disposizioni per il contenimento del COVID-19.

Giocatori e apparecchi accesi nelle sale che dovrebbero rimanere chiuse in base alle disposizioni per il contenimento del Covid-19, o nei locali pubblici che pure potrebbero rimanere aperti ma dove, in virtù delle stesse norme, è in ogni caso interdetto l’accesso alle aree “gaming”.

Stando a quanto riporta una nota diffusa dalla Guardia di Finanza, “una settimana fa, in una caffetteria nella periferia di Salerno, sono stati rinvenuti e sequestrati tre ‘totem’, terminali che in modo del tutto abusivo consentivano la partecipazione ad una vasta platea di giochi online (tra cui i classici black jack e roulette)

Altre anomalie sono state riscontrate in quattro esercizi commerciali di Battipaglia, Eboli e Teggiano, dove i militari hanno scoperto 28 apparecchi da gioco con vincita in denaro, del tipo Awp, non collegati alla rete dei Monopoli e sprovvisti di ogni autorizzazione amministrativa.

Uno dei proprietari è peraltro recidivo; qualche giorno prima, gli erano state già sequestrate 10 slot machine illegali. Per recuperare la ‘perdita’, ne aveva subito installate un’altra decina, sempre prive delle prescritte licenze. Anche su queste sono stati apposti i sigilli delle Fiamme gialle di Salerno, per impedirne l’ulteriore utilizzo.

Per gli esercenti verbalizzati dai Finanzieri si profila ora una doppia sanzione amministrativa.

La prima, con il pagamento da un minimo di 5.000 ad un massimo di 50.000 euro per ciascun apparecchio da intrattenimento non a norma; la seconda, per la mancata osservanza dell’obbligo di sospensione imposto dal Dpcm del 14 gennaio, in relazione alla quale ciascuno di loro dovrà corrispondere almeno 400 euro (a meno che non acceda alla definizione agevolata entro 5 giorni, con la riduzione del 30% percento dell’importo da pagare)