57 pazienti infetti dal catetere, il processo ritorna alle fasi preliminari

Le vittime di Nocera Inferiore, Pagani e altri comuni limitrofi, andavano a curarsi presso il distretto sanitario di Materdomini, presso il quale avrebbero contratto infezioni batteriche

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In principio erano 6, ma poi la procura ne accertò in tutto 57. Con un morto, che costò ad un infermiere dell’ambulatorio del distretto sanitario di Materdomini, l’accusa di omicidio colposo e di lesioni. Sarebbero infatti 57 le persone finite “infette” in seguito all’applicazione dei “port”, che servivano a somministrare farmaci per endovena a pazienti oncologici. Il processo non è ancora cominciato, perché il fascicolo è passato dalla procura al dibattimento, senza che venisse celebrata l’udienza preliminare. Un’anomalia fatta notare dagli avvocati, che hanno spinto il tribunale a rimandare gli atti al gup, che ora valuterà la richiesta di rinvio a giudizio del pm. I fatti denunciati sarebbero avvenuti tra il 2012 e il 2013. Le vittime sarebbero tutte malate di cancro, provenienti da Nocera Inferiore, Pagani e altri comuni limitrofi. Tutti andavano a curarsi presso il distretto sanitario di Materdomini, presso il quale avrebbero contratto infezioni batteriche dovute – secondo le contestazioni degli investigatori – a carenze igienico sanitarie attribuite alla condotta di un infermiere che somministrava le cure attraverso dei piccoli cateteri, chiamati “port”.

Tra quelle persone, ci rimise la vita anche una giovane paganese, colpita da un’infezione collegata al mancato lavaggio di un tubicino sotto pelle. La donna fu ricoverata, per poi morire dopo un breve lasso di tempo. I primi casi di infezione spinsero l’Asl ad istituire un’apposita commissione che verificasse quanto stesse accadendo ad alcuni di quei pazienti. Il processo dovrà stabilire le eventuali responsabilità del 68enne infermiere addetto all’ambulatorio oncologico, all’epoca dei fatti chiuso per un periodo di tempo dal direttore sanitario. E chiarire se il protocollo per il lavaggio dei “port” sia stato rispettato. Quest’ultimo prevede infatti la pulizia delle mani e dai guanti utilizzati per la conseguente applicazione, insieme alla sterilizzazione dei materiali e delle siringhe per la trasmissione del farmaco.

Nicola Sorrentino