Venerdì 12 febbraio alle ore 10:00 gli una delegazione di giovani studenti campani sarà in presidio sotto il Palazzo della Regione, per portare avanti la mobilitazione di tutti i loro compagni e le proprie rivendicazioni.
Vogliamo una scuola sicura, non discriminatoria, che tenga conto delle diverse possibilità degli studenti e delle studentesse, affinché nessuno venga lasciato indietro.
Per questo motivo chiedono che la scuola sia aperta, e che non venga vista e trattata come un luogo di contagio ma piuttosto che strumento di prevenzione, attraverso un piano di screening periodici del personale e degli studenti.
Le nuove modalità di rientro, come volevasi dimostrare, sono state fallimentari sotto vari aspetti.
Questo non è altro che il sintomo naturale di un sistema e di una classe dirigenziale che di regola ignora le problematiche inerenti al mondo della scuola e le necessità de* student*, e che per mesi non ha mosso un dito per ristrutturare, ampliare e ripensare i luoghi dell’istruzione.
Se la DaD non era scuola, risultano insostenibili pure le lezioni in didattica mista, la cui problematicità intrinseca viene acuita da una mancanza di adeguate attrezzature tecniche, dai pc nelle classi alla connessione internet.
Insostenibili sono anche gli orari e i ritmi che ci costringono a sostenere, con giornate di scuola lunghissime, ingressi e uscite ad orari improponibili che gravano ulteriormente sul carico di studio giornaliero.
I giovani sono stanchi di venir messi in secondo piano, pretendiamo che sia la società a venir modellata in funzione della scuola e non viceversa. Perché la scuola è e deve tornare a essere una priorità.
Questo non vuol dire però che il percorso didattico svolto fino ad oggi debba essere invalidato, e non vogliono che vengano imposte mal concepite speculazioni sul “recupero” di quanto “avrebbero” perso.
Gli studenti chiedono che venga tenuto conto dello sforzo fatto nell’ultimo anno da discenti e docenti, e che venga restituito dalle istituzioni un coronamento di questo percorso che rispecchi tutto il vissuto concluso.
Oggi si è dovuto accogliere con sgomento il risultato della riunione dell’Unità di Crisi Regionale: la Regione ha fallito sul piano della scuola, della sanità, dei trasporti. Adesso non può pensare di lavarsi le mani delegando le decisioni alle entità territoriali, senza tener conto delle disparità e disuguaglianze.
Una decisione del genere non farà altro che andare a gravare ulteriormente sulle spalle di tutte le strutture più svantaggiate, e non è possibile accettare ciò.
I giovani campani chiedono che la Regione prenda atto delle sue mancanze e che cominci, una volta per tutte, a mettere in atto un piano reale e concreto di ristrutturazione e ripensamento della scuola e di tutto ciò che le gravità attorno, affinché il rientro possa essere veloce e, soprattutto, duraturo.

