Si appropriò della salma del padre, che era ferma in ospedale, per riportarla a casa. Voleva celebrare subito le esequie. Ora sarà processato per sottrazione di cadavere. E’ il 47enne A.R. a essersi macchiato del reato disciplinato dall’articolo 411 del codice penale. Era l’8 giugno del 2015, quando al pronto soccorso del Villa Malta di Sarno giunse un 70enne, padre dell’imputato, in condizioni fortemente critiche. L’anziano morì per arresto cardiocircolatorio poco dopo e fu trasferito, come da prassi, nella sala mortuaria. La famiglia, scioccata da quella morte, inveì contro medici e personale del nosocomio. Nella denuncia dei carabinieri di San Valentino Torio, intervenuti su segnalazione, fu verbalizzato anche il reato di minacce, poi caduto. Durante la discussione, il figlio del 70enne si recò all’interno dell’obitorio, prendendo con sé la salma del padre e facendo ritorno a casa.
L’intenzione dei familiari era di non attendere i tempi che regolamentano il trasferimento di un defunto dall’ospedale all’esterno, decidendo di celebrare quella sera stessa le esequie per il parente. L’ospedale comunicò l’episodio ai carabinieri, che risalirono all’identità dell’uomo e al suo domicilio. Una volta dentro casa, si riappropriarono della salma per trasferirla nuovamente presso l’obitorio dell’ospedale Villa Malta. Il regolamento di polizia mortuaria è infatti chiaro sul punto: servono autorizzazioni e tempistiche precise, anche per il rispetto delle condizioni igienico sanitarie, per trasferire una persona deceduta in ospedale all’esterno. Il 47enne sarà giudicato davanti al giudice monocratico del tribunale di Nocera Inferiore
Nicola Sorrentino

