Accade oggi…2009 – Si apre a Copenaghen il summit mondiale contro i cambiamenti climatici

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11 anni fa si è svolta la Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici 2009 (un evento senza precedenti dai tempi del summit della Terra di Rio de Janeiro nel 1992) a il Bella Center di Copenaghen, in Danimarca.

Una conferenza sul clima e sulla diminuzione di emissioni di anidride carbonica. Le delegazioni partecipanti alla conferenza sono state 192, tutte Membri dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change).

“Possiamo cambiare e dobbiamo cambiare. In ballo, qui a Copenhagen, ci sono le speranze dell’umanità”: con queste parole il premier danese Lars Loekke Rasmussen ha dato il via alla 15esima conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici.

“Il tempo è scaduto, è arrivato il momento di unirci (…) Questa conferenza avrà successo solo se decideremo di avviare azioni immediate e concrete. Il tempo per le dichiarazioni è finito. Ora bisogna agire” ha detto il capo negoziatore dell’ONU,segretario generale della Convenzione sui cambiamenti climatici, Yvo de Boer.

– Consapevolezza che la salvaguardia del clima rappresenta una delle principali sfide dei  nostri tempi;
– Accordo sul principio che siano necessari significativi tagli alle emissioni di gas serra come ampiamente e lungamente sostenuto dalla comunità scientifica: in pratica, raggiungere quanto prima (2012) il picco di tali emissioni per poter così iniziare una fase di costante riduzione delle stesse;
– Concordia sul fatto che l’approccio ai problemi climatici debba essere collettivo ed avere portata planetaria, vedendo i paesi più sviluppati supportare economicamente e tecnologicamente i paesi in via di sviluppo;
– Priorità e supporto finanziario allo sviluppo di tecnologie a basse emissioni, specie nei paesi poveri;
– Impegno a limitare l’aumento delle temperature entro la soglia di 1,5°C anche attraverso revisioni dell’accordo da prevedere per il 2016;
-riconoscimento del ruolo cruciale delle Foreste sul clima mondiale e riduzione della deforestazione: questi sono solo alcuni dei punti cruciali affrontati durante la conferenza; cosa è stato realmente fatto?

“La crisi del clima incombe, come e più della crisi pandemica che stiamo attraversando. Da qui al 2050, un innalzamento delle temperature medie di 3 gradi centigradi rispetto all’epoca preindustriale potrebbe innescare – secondo il Climate Reality Check, il famoso studio diretto da Ian Dunlop e David Spratt del Breakthrough National Centre for Climate Restoration di Melbourne – effetti a catena disastrosi. Il mondo sostenibile, dunque, non è una opzione ma una strada obbligata.” (fonte lab24 – Sole 24ore)

Ludovico Einaudi per Greenpeace
«L’artico non è un deserto ma un luogo pieno di vita. Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. E interpretare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi», così spiega il compositore.
Il brano riprodotto con un pianoforte a coda su una piattaforma galleggiante fra i ghiacci del Polo Nord, davanti alle coste delle Isole Svalbard (Norvegia) è un grido per proteggere l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici e anche per fermare le attività umane invasive, come trivellazioni petrolifere e pesca intensiva. >>> QUI

“What happens in the Arctic doesn’t stay in the Arctic” (ciò che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico): l’alterazione di questo ecosistema unico e prezioso può aggravare gli effetti dei cambiamenti climatici e avere ripercussioni anche sulle nostre vite.
“I was playing alone for the gods (…) and when I played the descending scales in the piece, the glacier started to fall” (io ho suonato solo per gli dei (…) e mentre suonavo le scale discendenti nel brano, il ghiaccio ha cominciato a crollare): in the Between us live session, disponibile su youtube dal 2 dicembre 2020.
Between US, perchè ognuno di NOI è colpevole.

Antonietta Della Femina