Tutto è accaduto nella notte tra il 9 ed il 10 novembre all’Ospedale del Mare dove un infermiere, che stava trasportando una donna napoletana di 48 anni.
E’ stato preso a pugni al volto, gli hanno persino spaccato il casco protettivo, mentre stava assistendo una paziente arrivata al pronto soccorso.
Ad assalire il sanitario 36enne, sono stati i familiari della donna che, giunti con la propria automobile davanti l’ingresso del pronto soccorso di Ponticelli, hanno cominciato a gridare contro il personale sanitario.
La donna, arrivata per un dolore toracico, stava per entrare nella sala delle emergenze quando hanno colpito nuovamente l’infermiere che è rimasto tramortito. Poco dopo il secondo assalto, nel pronto soccorso, sono giunti i Carabinieri , che hanno raccolto le testimonianze e verbalizzato l’accaduto, riportando ordine tra le mura ospedaliere.
L’infermiere è stato medicato e refertato con 7 giorni di prognosi e un punto di sutura.
È intervenuto sull’ argomento il Presidente della Federazione nazionale lavoratori, Giuseppe Alviti, che condannando l’ episodio di violenza ha voluto sottolineare come gli animi per la pandemia in corso siano riscaldati. “La gestione ai pronto soccorso degli ammalati sia cosa difficile, e una scintilla, può far scattare una polveriera, in questi mesi i pronto soccorso dovrebbero essere presidiati dai Carabinieri in antisommossa, le guardie Particolari giurate sono state bocciate dalla storia – prosegue Alviti – siamo state vittime di una legiferazione che li rende di fatto un ibrido giuridico tra il privato cittadino e chi indossa una divisa.

