Avvocato generale degli Stati Uniti dꞌAmerica, dall’agosto 1965 all’agosto 1967, anno in cui è stato nominato, dal 36° presidente degli Stati Uniti d’America Lyndon B. Johnson, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.
È stato il primo afroamericano a far parte della Corte.
Thurgood Marshall, all’anagrafe Thoroughgood, pronipote di schiavi, nacque a Baltimora il 2 luglio 1908. Il padre lo avvicinò sin da bambino al rule of law, infatti era solito portarlo con sé ad assistere alle varie sessioni del tribunale locale. Dopo aver rifiutato l’iscrizione presso la University of Maryland, di base segregazionista, Marshall fu ammesso alla Howard University, università fondata nell’immediato post-guerra civile per assicurare anche ai cittadini neri la possibilità di studiare.
Qui si laureò e nel 1940 riorganizzò il NAACP Legal Defense and Educational Fund, studio di avvocatura volto alla promozione dei diritti civili.
È del 1954 la ”Brown et Al. c/ Board of Education of Topeka et Al.” (comunemente chiamata “Brown v. Board of Education”), una sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato incostituzionale la segregazione razziale favorendo quindi la disegregazione nelle scuole pubbliche (Marshall rappresentava la parte lesa, appunto la famiglia Brown, alla cui figlia era stata imposta l’iscrizione a una scuola segregata, anziché a quella più vicina a casa riservata ai soli bianchi).
Una delle più importanti vittorie per i diritti civili.
Nel 1961, fu nominato da Kennedy come giudice presso la Corte d’Appello per il Secondo Circuito; nel 1965, fu selezionato dal successore di Kennedy, Lyndon B. Johnson, come Solicitor General e lo stesso LBJ lo promosse, due anni dopo, giudice della Corte suprema.
«The right thing to do, the right time to do it, the right man and the right place» e cioè «La cosa giusta da fare, il momento giusto per farlo, l’uomo giusto ed il posto giusto», così dichiarò il Presidente.
Thurgood Marshall è morto, il 24 gennaio 1993, all’età di 84 anni, dopo una vita di lotte per i suoi ed altrui diritti.
Antonietta Della Femina

