L’estate a Boscoreale è avvertita solo per il caldo, per il resto nulla è cambiato. L’emergenza sanitaria che non si arresta continua a condizionare la vita di tutti.
Fortunatamente, la città è Covid free e l’uso della mascherina è preso seriamente in considerazione. Ci sono, però, altri problemi. Uno di questi è la presenza numerosa di blatte. Il Comune provvederà nei prossimi giorni alla disinfestazione della città, ma si vive in uno schifo. L’altra sera centinaia di blatte erano sotto le foglie secche che si trovano nei pressi della vecchia edicola di Piazza Vargas, di fronte all’ex stazione della Circumvesuviana. Perché anche se di notte passa la vettura di Ambiente Reale con l’operatore dotato di compressore per spostare le foglie, quelle accumulate sul marciapiede della piazza sono lì da mesi. Da quando hanno smesso di cadere almeno. Speriamo che almeno per la passerella politica che stanno preparando per la pulizia di Piazza Vargas la ripuliscano. Adesso, che i ragazzini giochino tra le blatte, probabilmente ai politici cittadini non interessa. Si tratta di un vero e proprio rischio per la salute visto che, tra l’altro, le blatte possono trasmettere salmonellosi, febbre tifoide e nella migliore delle ipotesi dissenteria. Insomma, una vera e proprio bomba… blatteriologica.
La monnezza sempre protagonista
Ciò che fa discutere anche in questi giorni di afa è la presenza dei rifiuti in città.
Ambiente Reale, l’azienda speciale che opera sul territorio per la raccolta indifferenziata invita la cittadinanza a collaborare.
L’azienda si impegna a raccogliere i rifiuti ed a mantenere la città pulita ma i cittadini devono rispettare il calendario e depositare i sacchetti nei giorni e nelle ore giuste.
Invito esteso più volte, anche attraverso gli articoli di Medianews24.
A quanto pare è un invito non accolto.
In via Armando Diaz, difronte al panificio Euroforno, c’è una piccola discarica.
Come se fosse rimasta l’abitudine di depositare i rifiuti lì dove prima c’era il cassonetto.
Via Cimitero è difficile da percorrere.
Su entrambi i lati ci sono sacchi, mobilio in disuso e latte di alluminio.
È evidente che non sono rifiuti di un giorno o due.
Un’altro fatto increscioso che si sta verificando, è quello di depositare sacchi neri nei pressi dei condomini.
È accaduto in via Sottotenente Ernesto Cirillo.
I condomini sono sul piede di guerra, pronti a cogliere in flagrante l’incivile di turno.
Bisogna riconoscere che qualcosa è stato fatto. Via Boccapianola e Via Canalone sono state sgombrate dalle tonnellate di rifiuti anche tossici che hanno generato non pochi disagi.
Non tutti i cittadini sono irresponsabili ma tutti subiscono le conseguenze di comportamenti sbagliati.
Non bisogna dimenticare però che al centro raccolta di via Gesuiti, spesso nessuno risponde al telefono per accordarsi sul ritiro dell’ingombrante.
Quindi il senso di responsabilità deve appartenere a chi usufruisce del servizio raccolta quanto a chi lo fornisce.
Giusto ricordare che è un servizio a pagamento.
La tariffa della Tari non è aumentata ma deve essere comunque versata.
Controlli inesistenti
Parlare di controlli è impossibile.
Il numero esiguo dei vigili urbani non permette di organizzare giri di controllo, non ci sono telecamere.
Il sindaco Antonio Diplomatico ha parlato più volte di un programma di sorveglianza ma nulla è stato fatto. Non ci sono i mezzi per intervenire. Bisogna auspicare che a settembre si concretizzi l’installazione delle videocamere, della cui esistenza si parla da tempo.
La città puzza ed è invivibile
Piazza Vargas è un ritrovo di animali fastidiosi e pericolosi per la mancata pulizia degli spazi.
Blatte, formiche e ancora ratti spaventano e preoccupano i cittadini che trascorrono le serate in piazza seduti sulle panchine o ai tavolini dei bar.
Le altre zone non vivono una condizione migliore. È necessaria un ripulita.
Prima dovrebbero essere rimossi i rifiuti da ogni angolo della città e poi una disinfestazione accurata.
Magari con l’avvicinarsi delle elezioni regionali qualcosa verrà fatto. Se così non fosse la polemica sulla monnezza non avrà fine.
Alina Cescofra

