Dura la vita per polizia municipale e ausiliari del traffico, impegnati ogni giorno ad elevare sanzioni, multe, disporre rimozioni e gestire, spesso con pochi uomini a disposizione, la circolazione stradale. In tutto questo, si rischia anche di subire molto spesso delle aggressioni, sia fisiche che verbali, a causa di automobilisti o cittadini maleducati. Lo testimonia una vicenda all’attenzione ora della magistratura. La storia viene da Angri, con protagonista una 46enne di Pompei, che dovrà difendersi in un pubblico processo dal reato di “oltraggio a pubblico ufficiale”. Il perché? Avrebbe detto, testuale: «Lei è uno scemo» ad un agente della polizia locale durante un normale controllo su strada, certamente legato a qualche violazione del codice. Un’offesa che le è costata una citazione diretta a giudizio, davanti al giudice monocratico.
Nicola Sorrentino

