Due anni fa animò la corsa promozione alla guida del Marcianise, adesso, col suo Serpentara, sta contribuendo a rendere avvincente la volata salvezza. Antonio Foglia Manzillo, alla guida dei laziali dallo scorso ottobre (chiamato a rilevare il dimissionario Fabio Lucidi), spiega il momento dei suoi in vista della sfida salvezza di domenica contro la Turris. “Gara decisiva? Per la Turris non so – commenta il tecnico – per noi è da mesi che ogni settimana è fondamentale. Del resto, se ottieni la prima vittoria alla sedicesima di campionato e ti ritrovi quindi a scalare una montagna, ogni partita è una finale. Contro la Turris disputeremo l’ennesima di questa stagione”. Quando ha assunto la guida del Serpentara, ha ereditato una situazione che pareva ormai disperata. Poi un impressionante filotto di risultati positivi, che hanno prepotentemente rilanciato i laziali in chiave salvezza. “Indubbiamente il mercato di dicembre è stato uno spartiacque fondamentale. Abbiamo cambiato circa dodici calciatori ed è lì che è maturata la svolta, anzitutto sul piano psicologico. I nuovi elementi non erano condizionati da quel blocco mentale che inevitabilmente si era venuto a creare a suon di sconfitte, giocando quindi più liberi mentalmente. I numeri in questo senso sono inequivocabili. Nella speciale classifica stilata dalla sedicesima di campionato ad oggi, il Serpentara è secondo alle spalle della Virtus. L’impresa di rimetterci in carreggiata, insomma, l’abbiamo centrata. A dicembre pareva pura utopia”.
Non si fida, Foglia Manzillo, della pericolosa involuzione della Turris registrata nell’ultimo mese e mezzo. “Non parlerei di involuzione vera e propria. La verità è che questo è il girone in assoluto più difficile, in cui puoi battere chiunque, ma anche perdere contro l’ultima, e la Turris ha di recente incontrato squadre parecchio motivate. Poi, certo, un dato oggettivo è rappresentato dal fatto che nel girone d’andata elementi come Tarallo e Yeboah hanno indubbiamente fatto la differenza. Uno si è infortunato, l’altro è andato via, quindi i punti di recente persi possono essere spiegati anche in quest’ottica. Ad ogni modo, ammesso che si voglia parlare di un’involuzione cui personalmente non credo affatto, non mi fido della Turris. La conosco troppo bene per aspettarmi una squadra in fase calante o in balia di chissà cosa. Può contare su elementi che ogni anno vorrei avere con me e di sicuro uscirà rinvigorita da questa sosta, giunta forse nel momento più propizio per i corallini. Dopo la vittoria di San Severo, noi avremmo invece voluto scendere subito in campo per sfruttare il momento, ma va bene comunque, tenuto conto del fatto che abbiamo avuto la possibilità di recuperare qualche acciaccato”.

