Campania – Pubblici dipendenti richiedono l’organizzazione del lavoro e dei servizi

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“La riorganizzazione del lavoro e dei servizi che si è imposta con una accelerazione improvvisa e difficile ha portato a rilento un territorio già poco attenzionato che negli ultimi anni ha subito tagli su risorse ed adeguamenti di organici” – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno.

E continua – “In assenza di impianti formativi interni e senza strumenti idonei per affrontare la modernità che avanza sull’esemplificazione dei processi e delle procedure che i pubblici dipendenti hanno dovuto combattere da soli e senza strumenti.
La maggior parte dei lavoratori pubblici si è trovata costretta a reinventarsi il lavoro; obbligata a mettere a disposizione risorse tecnologiche sue e doverle acquistare a proprie spese per rinnovarle poiché l’obsolescenza programmata ha reso necessario rifornirsi di nuovi strumenti e a caricarsi delle utenze e del costo del materiale necessario a garantire il buon funzionamento delle attività.
Lavorare oltre l’ordinario e fino a notte tarda senza alcun riconoscimento economico e per molti di essi con perdita di salario accessorio per indennità non erogate, buoni pasto negati e produttività decurtata, scelte unilaterali ed attivate dalle amministrazioni pubbliche e senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali ha portato molti commercianti, ristoratori e dipendenti ad assistere impotenti ad applicazioni di ferie forzate imposte contro ogni logica di immunodepressione congenita ed acquisita, malattie croniche, terapie salvavita e anticancerogene e altre patologie invalidanti.
A diniego dei permessi per la legge 104/92 e dei congedi parentali, nonostante che le disposizioni ministeriali e normative avessero ben chiarito le modalità di applicazione su ogni specifica materia”- conclude.

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