Scavi di Pompei – Storia e origine dei nuovi itinerari aperti al pubblico

0
125

Aperture inedite e doppia fascia tariffaria agli scavi di Pompei.

Dal 10 giugno riapre anche Villa Regina con fasce orarie e ingresso a 2€.

Dopo due settimane di riapertura a distanza, il sito di Pompei si prepara ad accogliere i visitatori con un’offerta di visita più ampia, nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni sanitarie imposte del Ministero della Salute.

Da oggi sarà possibile accedere dai due ingressi di Porta Marina e Piazza Anfiteatro, con itinerari unidirezionali differenziati e uscita dai 3 varchi (Porta Marina, Piazza Anfiteatro e Piazza Esedra).

I due itinerari appositamente segnalati in sensi obbligati permetteranno al visitatore di scegliere da quale punto della città iniziare la visita: se dagli edifici pubblici o dalle domus private.

Tra le novità di questa seconda fase, si ripropone all’ingresso di Porta Marina la visita alle suggestive e restaurate Terme Suburbane.

In posizione panoramica sul mare, le Terme sono note per gli affreschi erotici dell’Apodyterium, (spogliatoio) che curiosamente contrassegnavano le casette poggia vestiti.

Risalendo verso il Foro, con tutti i suoi monumenti pubblici e religiosi, ci si potrà spostare a nord verso la Casa del Fauno e verso via del Vesuvio, per visitare la Domus degli Amorini Dorati o ammirare l’affresco di Leda e il cigno dall’omonima casa per poi scendere da via Stabiana, visitare le Terme centrali e la casa di Marco Lucrezio fino al quartiere dei Teatri, passando per la casa del Criptoportico e del Menandro.

L’itinerario all’insegna delle numerose ville con giardini si sviluppa invece dall’ingresso Piazza Anfiteatro, che aggiunge alla passeggiata già percorribile, alcune novità tra cui la visita alla Casa di Octavio Quarto dove al centro spicca il canale con le vasche, un tempo animato da giochi d’acqua.

Per la prima volta si potrà raggiungere la Domus della Nave Europa con il suo rigoglioso vigneto presente sul retro e un tempo utilizzato dai proprietari della dimora per la produzione e il commercio del vino.

Ripristinato in epoca moderna sulla base di fonti storiche e indagini di botanica della studiosa Jashemski è stato restituito al suo splendore anche il giardino interno, grazie al recente progetto di ricostruzione storica con l’impianto della vite maritata, tecnica che prevede la coltivazione della vite su altro albero che funge da sostegno, utilizzata fin dai tempi antichi e fino a tutto l’800 nel territorio vesuviano.

Altra novità del percorso è il carro per il trasporto delle merci, conservato negli ambienti servili della casa del Menandro.

Il Cisium, tipico carro utilizzato per consentire di spostarsi nelle vie della città, grazie alle grandi ruote, presenta parti originali che sono state oggetto di un apposito restauro e che grazie alla ricostruzione della struttura circostante, proposta negli anni ’30 da Amedeo Maiuri, restituisce un’idea precisa della sua forma.

Dall’Anfiteatro è possibile anche attraversare la necropoli di Porta Nocera e visitare l’orto dei Fuggiaschi con il suo vigneto e la Domus di Cornelio Rufo con il bel peristilio (giardino colonnato).

“Queste due settimane ci hanno consentito di monitorare l’impatto dei visitatori e il rispetto delle misure sanitarie, registrando un positivo riscontro – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Anche gli accessi al sito, benché’ limitati ai visitatori campani, sono progressivamente cresciuti con alcune giornate di sold out, come il 2 giugno, a conferma della grande voglia di tornare a godere di questi luoghi. Con l’apertura dei confini regionali ci aspettiamo un ulteriore incremento dei flussi. In questa nuova fase si aggiungono alcune novità ai percorsi, rese possibili grazie agli interventi di manutenzione e restauro portati avanti durante il lockdown, Abbiamo approfittato per intervenire anche sul decoro degli ingressi, in particolare a Porta Marina e Piazza Esedra, che sono stati oggetto di alcuni interventi di sistemazione. In particolare si è provveduto alla riqualificazione pavimentale del viale delle Ginestre, per migliorare il percorso di accesso al quartiere dei teatri. Sono proseguiti poi gli interventi sul verde, che in tutta la città antica è oggetto di monitoraggio da parte degli esperti dei giardini del Parco. Se in alcuni casi è stato inevitabile l’abbattimento di alcuni alberi, a tutela delle strutture archeologiche e dell’incolumità dei visitatori, a seguito di indagini fitostatiche, deputate alla verifica della stabilità e delle condizioni di vita delle piante – come nel caso del pino posto all’ingresso del quadriportico, che non è stato in nessun modo possibile recuperare – contestualmente si sta portando avanti il piano di ripristino dei giardini delle domus, con la ricostruzione storica e l’ integrazione delle diverse specie vegetali” – conclude.

©️ Riproduzione Riservata MN24

ESCLUSIVA MN24