Aveva girato tre ospedali per fare una Tac, ma ogni volta si era scontrata con un problema diverso. Fino a quando smise di respirare all’ospedale di Scafati, mentre attendeva nuovi accertamenti. L’indagine sulla morte per infarto di Antonietta Rega, 81enne di Striano, si chiude con un’archiviazione definitiva nei confronti di due medici. Il primo, accusato di omicidio colposo e il secondo, di rifiuto di atti d’ufficio. Il gip ha deciso di non accogliere l’opposizione degli avvocati della parte offesa, a causa di una carenza di motivazioni. Il viaggio di Antonietta cominciò al Villa Martiri di Sarno il 9 luglio 2012, alle ore 12.27, per l’esame di una Tac. Ma l’apparecchio era guasto e per ripararlo, servivano almeno un paio d’ore. Inoltre, il medico che la prese in cura non si sarebbe accorto di una «coronaropatia acuta in atto», non praticandole quindi, di conseguenza, la giusta terapia. I familiari trasferirono a quel punto l’81enne a Nocera Inferiore, ma la fila di utenti in attesa della Tac era enorme. Uno dei medici, un radiologo, secondo la procura si sarebbe persino rifiutato di eseguire l’esame. La corsa della famiglia di Antonietta si concluse a Scafati, al Mauro Scarlato, con la Tac a dare esito negativo. L’anziana però morì poco dopo, scatenando l’ira dei parenti.
Inizialmente, l’indagine coinvolse altri 3 medici, poi prosciolti. La vicenda destò grande scandalo, tanto da sollecitare un’ispezione ministeriale da parte di alcuni esponenti politici. L’allora consigliere regionale del Pd, Gianfranco Valiante, convocò in audizione l’ex commissario straordinario dell’Asl Maurizio Bortoletti. Dal canto suo, l’azienda avviò un’indagine interna, con al centro l’organizzazione del sistema di emergenza nell’Agro nocerino. Di recente, la procura ha tuttavia riconosciuto il corretto operato dei medici, nonostante l’opposizione presentata dalla difesa. E respinta dal gip, che ha evidenziato l’assenza di elementi tali da permettere la riapertura delle indagini.
Nicola Sorrentino
