L’Enel gli rimborsa una fattura, ma i soldi li prende il suo “omonimo”. La vittima è un 54enne di Nocera Inferiore, che ha sporto denuncia ai carabinieri alcune settimane fa, per appropriazione indebita. La storia prende forma durante gli ultimi mesi del 2015, quando un ingegnere si rivolge telefonicamente all’Enel per conoscere i tempi di accreditamento di un rimborso che gli spettava, di circa 400 euro. Dall’altro lato della cornetta però, l’Enel gli riferisce di aver già provveduto all’operazione, “mediante assegno bancario”. Peccato che quello stesso assegno fosse stato “incassato” da un omonimo. E cioè, da una persona che aveva lo stesso nome e cognome dell’individuo destinatario dei soldi.
L’omonimo avrebbe ritirato l’assegno presso un ufficio postale, con tanto di firma sul retro, senza pensare però neanche per un secondo che quei soldi non gli spettavano affatto. Da lì la denuncia ai carabinieri per appropriazione indebita. Chi ha preso quei soldi rischia ora una condanna con decreto penale.
Nicola Sorrentino

