Mi sono sognato, nel senso che “ho sognato me stesso”. Ero in piedi su di un palco, in piazza, alle mie spalle una gigantografia, promuoveva sguaiatamente la mia candidatura a sindaco. Non so quante persone vi fossero ad assistere al mio “comizio”, la mia discesa in campo era travolgente ed irrefrenabile.
Il microfono nella mia mano bolliva, tanto era l’ardore che mettevo nel perorare la mia causa di “salvatore della patria”; le tavole sotto i miei piedi tremavano per la forza che emanavo come “eroe nazionale”.
Si sa, i sogni son sogni e se non fossero così mirabolanti, che sogni sarebbero?
Mentre le parole uscivano dalla mia bocca affollandosi, come una fila di macchine con targa tedesca in coda verso il lago di Garda in un fine settimana d’Agosto, qualcuno del mio staff mi ha allungato un foglio, un depliant con il programma elettorale e tutte le promesse che mi accingevo a mantenere una volta sindaco.
L’urlo della folla ai piedi del palco era assordante, braccia levate al cielo e sguardi rapiti dalla mia eloquenza, raccontavano di un amore senza fine, il cielo stellato muto osservatore, pendeva dalle mie labbra. Ed io, nel sogno, non ho perso l’occasione di “raccogliere” il frutto del mio lavoro, ho quindi cominciato a snocciolare alcuni punti del programma elettorale, quelli più facilmente realizzabili, le cose da fare che sicuramente mi avrebbero dato soddisfazione perché più vicine alle esigenze della gente, delle persone, dei miei potenziali elettori.
Così, dopo un attimo di scenografico silenzio, ho esordito:
“Io vi darò MICROASILI comunali, che saranno realizzati con risorse già disponibili e grazie a partnership con privati, questi potranno essere dislocati su tutto il territorio cittadino, così che genitori lavoratori possano affidare i loro figli alle mani esperte di personale qualificato e capillarmente presente sul territorio;
(ohhhhh di meraviglia n°1)
Io vi darò PIEDIBUS, gruppi di bambini accompagnati a rotazione dai genitori disponibili e dagli anziani, che a piedi si sposteranno verso gli istituti scolastici e viceversa. Perché i bambini devono scoprire e riscoprire il loro paese, il territorio che un giorno andranno a governare e a far sviluppare con il loro lavoro; la partecipazione attiva dei “nonni” e dei genitori che possono offrire il loro tempo, sarà il volano di una crescita sociale esponenziale del nostro tessuto cittadino;
(ohhhhhhhhh di meraviglia n°2)
Io vi darò SCRUTATORI nominati in base al reddito, perché la competenza nella gestione dello scrutinio in un seggio elettorale è alla portata di tutti, ed i più bisognosi di un aiuto economico devono essere sostenuti con tutti gli strumenti a disposizione di un’amministrazione che abbia una visione partecipata e solidale della vita di tutti i giorni. Mai più i soliti nomi, dettati dalle capacità personali, vogliamo gli scrutatori nominati in base all’ISEE;
(ohhhhhhhhhhhhh di meraviglia n°3)
Io vi libererò dal RISCHIO IDROGEOLOGICO combattendo giorno per giorno, a favore della costante e puntuale pulizia degli alvei a monte della nostra cittadina ed il ripristino dei canali a valle, e per farlo utilizzerò fondi comunitari che sono già disponibili e che non prevedono il rimborso. Mi impegno a strappare al degrado ed all’incuria il Sarno ed i canali che vi affluiscono: voglio un mondo pulito che non abbia ad essere un luogo di veleno per i nostri figli;
(ohhhhhhhhhhhhhhhhh di meraviglia n°4)
Io vi garantisco una MENSA PUBBLICA per i nostri bambini, con pasti preparati sul posto e la realizzazione di cucine grazie al Project Financing, utilizzando locali di proprietà del comune ed attualmente dismessi, migliorando la cultura alimentare, gli standard qualitativi, creando occupazione ed allo stesso tempo fornendo uno strumento di solidale, mutuo soccorso alle fasce deboli. I nostri ragazzi mangeranno meglio che in un ristorante ad un prezzo equo in piena sicurezza sviluppando il gusto per la varietà degli alimenti.”
(ohhhhhhhhhhhhhhhhhhh di meraviglia all’ennesima potenza)
E l’entusiasmo dei convenuti, arrivando a livelli altissimi, mi ha tirato via dal sonno, mi sono reso conto che il mio sogno in realtà non era altro che uno stralcio del programma elettorale del sindaco uscente, miseramente irrealizzato. Così lasciando la terra felice dei miei sogni, mi sono detto: “Ma se non c’è riuscita l’amministrazione uscente a realizzare tutti questi “sogni” come posso “sognarmi” io di farlo?
Come premio al mio profondo ragionamento, mi sono spostato in soggiorno, ho acceso il tv su “Master Scem Italia” e trovandomi nel mio mondo, mi sono appisolato di nuovo sulla poltrona…

