E’ intenzione del premier Conte dotare di una maggiore peresena femminile il comitato tecnico scientifico e la task force per la ripartenza dall’emergenza Covid-19 che in una nota da seguito a un appello sulle “quote rosa” rivolto da un gruppo di elette.
“Ho molto apprezzato le parole del gruppo di senatrici che oggi dalle pagine di un quotidiano hanno rivendicato un maggior protagonismo delle donne nelle commissioni tecniche nate per supportare il Governo nella difficile gestione della crisi da Covid-19 – scrive il presidente del Consiglio – Oggi stesso chiamerò Vittorio Colao per comunicargli l’intenzione di integrare il comitato di esperti che dirige attraverso il coinvolgimento di donne le cui professionalità, sono certo, saranno di decisivo aiuto al Paese“.
“Allo stesso modo – annuncia il presidente Conte – nelle prossime ore chiederò al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, di integrare il Comitato tecnico-scientifico con un’adeguata presenza femminile. Analogo invito rivolgo anche a tutti i ministri affinché tengano conto dell’equilibrio di genere nella formazione delle rispettive task force e gruppi di lavoro“.
A leggere le parole di Conte, seppure certi delle sue buone intenzioni, non si può fare a meno di notare che la sua comunicazione pare faccia una concessione al genere femminile. Per di più, nel 2020, si parla ancora di ‘quote rosa’ e ancora ci si trova dinanzi a situazioni – emergenziali o meno – in cui si è costretti a chiedere un maggiore protagonismo di un sesso rispetto a un altro. Com’è possibile che, ancora, ci sia le necessità di rivolgere appelli per mantenere un equilibrio di genere?

