Esce dal carcere il “brasiliano”. Per ragioni di salute. Per i medici è potenzialmente a rischio per l’epidemia in corso. Bruno Humberto Damiani, trentasettenne di origini sudamericane, il primo sospettato, poi scagionato, per l’omicidio del sindaco Angelo Vassallo, arrestato in Colombia ed estradato nel 2014, torna nel Cilento, in un paesino dell’entroterra, in regime di detenzione domiciliare. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Torino, letta la nota della direzione sanitaria, considerate le patologie del detenuto, hanno ritenuto di poter applicare in via provvisoria la misura alternativa al carcere.
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