In questo tempo nel quale si cominciano ad avere disposizioni di fase 2 e direttive per uscire dalla quarantena, il Papa con poche parole ha ristabilito la rotta: “preghiamo il Signore perché dia al suo popolo e a tutti noi la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”.
Queste parole sono state pronunziate dal Papa nell’introduzione della messa mattutina celebrata a Santa Marta: sinteticamente il Papa ci esorta alla prudenza e all’obbedienza!
L’invito costante del Santo Padre Francesco ad allargare gli orizzonti della razionalità e a lavorare per un’alleanza tra fede, ragione e scienza, è un invito di grande portata che
il Magistero fa! Ma al contempo, una delle più significative proposte per approfondire la riflessione su temi che riguardano la fede, la teologia, la scienza, la medicina.
La natura ha i suoi limiti, anche noi tutti abbiamo i nostri limiti! Certamente abbiamo molto da lavorare per approfondire la riflessione su tutte le vaste tematiche che riguardano il mondo della scienza, quello della fede, quello della ragione, quello della salute in particolare e le priorità ad esse connesse.
I tanti medici, impegnati su scenari sanitari complessi, chiedono di essere messi nelle condizioni di investigare su tutte quelle oscure forze che la natura dispensa e che sono responsabili della fragilità della nostra umanità perché la ricerca ci faccia ritrovare i più opportuni rimedi. Gli stessi medici chiedono di tener desto il senso cristiano della sofferenza. E’ indispensabile ri-sottolineare la necessità che studi, riflessioni e dialogo ci consentono di evitare sia mere contrapposizioni che forzate giustapposizioni.
Al centro di tutte le grandi questioni contemporanee, desideriamo porre il tema della verità. Sono tanti i quesiti! Al primo posto mi chiedo: si può conoscere la verità? Come conoscerla?… Il problema della verità ci pone sempre altri interrogativi, ci fa elaborare innumerevoli domande che aprono veri e propri scenari impensabili in tutti i contesti, sia in quelli della scienza, che in quelli della fede.
In un momento in cui si pongono, incombenti nuove minacce pandemiche, ogni tentativo di risposta può produrre effetti non intenzionali, che talvolta rischiano di minacciare la stessa razionalità. Certamente non siamo in grado di rispondere a tutti gli interrogativi: l’uomo è forse stato creato solo per la scienza? L’assolutezza della scienza è ancora sostenibile? L’epidemiologia è una scienza esatta? Quale cultura per la verità o la tolleranza? Per rispondere alle molteplici domande che si dispiegano da questo travagliato contesto, occorre responsabilità, serietà, coscienza, attenzione, acutezza intellettiva, trasparenza, dialogo ed integrazione per non alimentare continui e sterili conflitti, tra chi esalta libertà ed indipendenza e chi richiede prudenza, responsabilità e tanta fede, coraggio e carità per andare incontro, con forza e determinazione, alle molte tribolazioni umane. Il Papa, ispirato dalla Verità rivelata, con il suo messaggio dà risposta a tutti i problemi, e con molta sapienza ci raccomanda prudenza e obbedienza.
Filippo Boscia, Presidente Nazionale Associazione Medici Cattolici Italiani

