Ho appreso che Domenico Ferrara, chiamato da tutti Mimmo, è mancato stamane.
Ho pregato e immediatamente dopo, ho ripreso tra le mani “Versus Animalium”, il suo libro grazie al quale ci siamo incontrati.
Eravamo amici? Non di vecchia data, ma al Bar Vittoria dove mi disse “essere di casa” quando provai a insistere per offrirgli il caffè dopo aver registrato un’intervista in occasione dell’uscita dei suoi versi, parlammo di tante cose in un’atmosfera conviviale molto simile a quella che avvolge due amici.
Condivise con me diverse stazioni della sua vita, affrescate da aneddoti simpatici, dove ogni parola curava il racconto comparso alla memoria.
Mi riferì della sua passione per la musica, aveva fatto parte di un Gruppo musicale nato negli anni ’70, la Bottega dei ricordi, poi sospeso e di nuovo attivo dal 2002, e della senso delle note capaci di creare linee e angoli, che in modo differente descrivono le emozioni che impennano nelle più impensate direzioni.
Il nostro incontro mi lasciò una leggerezza inattesa. Avevamo parlato attraverso i versi degli animali delle tante cose che invadono la vita, e quel suo narrare mi aveva dato la sensazione di percorrere i sentieri del pensiero filosofico, più di una lezione specifica sull’argomento.
Il gatto, il topo, il ramarro, il ghepardo, la volpe, il serpente, la mangusta, la iena, il leone, il porco, e gli animali mitologici, che spasso sentirli vivi attraverso “il nocerese”.
Ogni parola un respiro, una riflessione, un’occasione per riflettere sulla semplicità che riesce a svelare i misteri più celati e a raccontare la verità alleggerendone il peso.
Con Mimmo ci siamo incontrati anche dopo la presentazione alla Biblioteca Comunale di Nocera Inferiore del suo testo, e non dimenticherò mai la sua incredulità per la partecipazione dei tanti intervenuti.
Se la prima volta che ci eravamo visti, la sua riluttanza a comparire in video, mi aveva impegnato non poco per convincerlo dell’utilità del suo contributo diretto, nella seconda Mimmo si era lasciato andare, complice l’entusiasmo per i riscontri positivi ricevuti, e mi parlò dei tanti progetti in cantiere e della voglia di lanciarsi in nuove avventure letterarie.
A volte, conosciamo persone che diventano meteore nel nostro cammino, poco o niente sappiamo della loro storia, non abbiamo conoscenze che ci possano spostare lungo l’immaginario filo che da un estremo ad un altro delineino i contorni di ciò che potrebbe piacerci e quello che diversamente potrebbe disturbarci, ed è in quel momento che vediamo l’altro.
È quello che è capitato a me con Mimmo. Ho conosciuto una persona semplice che mi ha fatto ricordare che nelle piccole cose si rivelano le grandi verità. Mi ha lasciato un po’ del suo mondo.
“Il Grande Gabbiano, come un buon samaritano, ti solleva dal pantano. Per renderti più umano. Poi come un talismano, se lo stringi nella mano, ti porta assai lontano” (da Il Gabbiano di Domenico Ferrara)


