L’Editoriale – Asporto, delivery, chiamatelo come volete ma almeno respiriamo un pò – di Giovanna Cuomo

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Giovanna Cuomo è figlia d’arte, ovvero del notissimo Add’ o Limone che fu, locale storico. Da 19 anni gestisce a Nocera Inferiore, via Orlando, Il Gatto e la Volpe. che domani, come altri locali, può riaprire per il cibo d’asporto. 

Due mesi difficilissimi, a volte angosciosi, fatte di domande senza risposte, di preoccupazione per il futuro. Avevo pensato di non riaprire, per fortuna c’è stata la correzione del decreto regionale, almeno ci consente di avere una ragione per ricominciare e di superare qualche ostacolo, correggere gli orari era il minimo in presenza già di numerose restrizioni. Per il momento, riapriremo a conduzione familiare. Porteremo a domicilio pizze classiche, calzoni, saltimbocca, pizze fritte, secondi e contorni. In questi mesi abbiamo ricevuto tanti messaggi, tanto affetto, in parte c’ha fatto desistere dalla tentazione di chiudere tutto, in parte ha attenuato la rabbia di vedere altre attività  tranquillamente aperte mentre noi siamo stati trattati diversamente.

Vivo questo settore da quasi 50 anni, so alla perfezione che la pulizia e la sanificazione dell’ambiente e del cibo è fondamentale. Ma ad un certo punto c’è stata quasi imposta la tuta da astronauta per stare accanto ad un forno di 350 gradi, immaginate soltanto che significa una cosa del genere. Tante volte in questi mesi sono scesa nel ristorante per ripulire e tenere sotto controllo le celle frigorifere. Mi veniva da piangere, non solamente per aver perso 4 battesimi e 3 feste di diciottesimo anno. Mi veniva da piangere pensando a tutti i sacrifici fatti, al lavoro di quasi 20 anni, all’ingiustizia da subire. Ora però pensiamo a ripartite, non vedo l’ora di rimettermi all’opera con mio marito e coi miei figli.

Giovanna Cuomo