“Dal 4 maggio inizieremo i test sierologici su un campione di 150mila persone”. L’ha annunciato stamattina il commissario straordinaria all’emergenza Domenico Arcuri. Meno male, aggiungiamo, visto che si tratta importante, anzi fondamentale in chiave di riapertura di attività oppure di proseguimento tranquillo di quelle attività che non si sono mai fermate. In realtà ben prima del 4 maggio, ma anche prima di Zaia in Veneto, c’è stato chi ha sposato la decisione di utilizzarli. Si tratta dei kit veloci a pagamento per la ricerca degli anticorpi IgM e IgG, in grado di rilevare la presenza di un’infezione nell’organismo. Con il bando che arriverà a conclusione tra qualche giorno, si potrà monitorare dal 4 maggio un’ampia festa di popolazione su base nazionale.
Speriamo che tale precisa indicazione nazionale smorzi anche le polemiche regionali, ad esempio in Campania. Qualche settimana fa, la Regione Campania ha bloccato i test sierologici nei laboratori di analisi privati in Campania. Per Palazzo Santa Lucia, prima di autorizzare i kit rapidi di massa bisogna aspettare l’esito della sperimentazione nazionale. Speriamo che dal 4 maggio l’indirizzo nazionale si traduca anche in immediato nuovo via libera su scala regionale. La strategia è quella giusta, sarebbe un errore grave non comprenderlo.

