Scafati – La bella lettera di don Peppino ai bambini è un elogio alla “Resistenza”

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Alla vigilia del 25 Aprile, data incastonata nella storia della nostra nazione e nei nostri cuori, il parroco della comunità di S. Francesco ha redatto una lettera che è un vero e proprio monito all’umanità tutta. L’attenzione però, è posta soprattutto ai bambini. Per coloro che saranno il futuro, don Peppino ha dedicato parole di elogio, di vicinanza e un invito alla “resistenza”

La lettera di don Peppino De Luca;

– “Cari bambini, care bambine,
spesso mi sono ritrovato a pensare a quanto sono cambiate le vostre vite in questi mesi. Chiusi tra le mura delle vostre case, desiderosi di una passeggiata e di correre a riabbracciare i vostri amici, i cuginetti e i nonni. Presi da un nuovo modo di partecipare alle attività scolastiche, incapaci di accelerare un tempo che sembrava non passasse più, ma che forse è passato troppo in fretta.

Molti di voi hanno avuto la possibilità, forse per la prima volta, di trascorrere tanto tempo con i genitori e perfino di conoscerli meglio, perché fino a due mesi fa alcuni di loro potevano passare solo la sera a salutarvi mentre voi dormivate.
Li avete riscoperti cuochi, panettieri, cantanti, youtuber…
Molti di voi, purtroppo, non incontrano mamma o papà da troppo tempo perché lavorano fuori o perché hanno scelto di vivere in un’altra casa.
In queste settimane, li avete visti preoccupati per il diffondersi di questa brutta malattia, in questi giorni, invece, probabilmente preoccupati per il futuro.
Per la prima volta, forse, li avete visti abbracciarsi forte, piangere, arrabbiarsi senza motivo con voi.

Sappiate che non è un momento semplice per loro. Lo so, non è un momento semplice neanche per voi. Avete vissuto qualcosa di completamente nuovo, che nessuno di noi aveva mai immaginato prima. Però ora basta! Ora voglio segnare sul quaderno di ogni vostra giornata: “Bravissimi!”

Siete stati coraggiosi: ometti e donnine capaci di fare ogni giorno il proprio dovere.
Avete dato colore a balconi, porte e finestre con i vostri disegni.
Avete riempito le vostre giornate con i compiti da fare e con la vostra creatività avete inventato giochi nelle camerette. Ma per favore non crescete in fretta! Resistete, per favore! Abbiamo bisogno del vostro stupore davanti alle cose nuove, dei vostri sorrisi e abbracci improvvisi, e anche dei vostri capricci e perfino della noia di questi giorni.
Sono il più grande dono che potete farci, per guardare il mondo che ci aspetta fuori con occhi diversi, a desiderare di stare con gli altri anche quando proprio non li sopportiamo, e soprattutto a renderci conto della ricchezza che avevamo e che non sapevamo di avere.

Ora questo tesoro è nelle vostre mani! Ricordateci quanto abbiamo vissuto in questi giorni, ogni volta che non avremmo tempo per voi. Iniziate a mostrarci i telefonini, i tablet, le piattaforme e tutte le possibilità che la scuola ha scoperto di avere, quando a settembre vi accompagneremo nelle aule e saremo tentati di azzerare tutto.
Ricordateci la bellezza che ci ha mostrato la natura: i mari ed i fiumi puliti, gli animali che sono tornati a popolare gli spazi verdi, l’aria più sana. Ricordatecelo, perché ci sarà sicuramente qualcuno che tornerà a soffocare la Terra. Mostrate a me, il vostro parroco, tutte le proposte per la preghiera da fare in casa quando pretenderò di chiudere ancora la fede delle vostre famiglie dentro i mobili della sacrestia.

Ricordate a tutti noi che cosa è stata l’Italia in questi giorni! La forza e la gentilezza di ogni italiana e italiano. La tenacia dei medici e degli operatori sanitari. Le lacrime degli adulti che ci governano quando hanno chiuso le nostre strade. I colori delle uniformi di chi si è preoccupato per noi. La dedizione di chi ha continuato a lavorare per permetterci di vivere. E la stupidità di chi, in questo fragile nostra Paese, ha osato tentare di metterci uno contro l’altro! Ricordateci che, da ora, nessuno deve essere lasciato indietro, e che ognuno deve avere il diritto e le possibilità di crescere in un mondo migliore. Non permetteteci di dimenticare! Ne vale del vostro futuro, della vostra e della nostra felicità. L’estate è vicina, ma voi fate in modo che questa strana primavera duri per sempre. Siate testardi, siate liberi, siate italiani! Siate cittadini di questo mondo!” –