“Con l’avvento del 5G è previsto uno sbalorditivo incremento dell’esposizione ad onde radio di alta frequenza che non potrà non avere effetti sulla salute di tutti noi”,così il tema del 5G viene trattato in un commento a firma di Gianfranco Buccheri, direttore medico di “Alliance for Lung Cancer Research and Education” (Alcase Italia) organizzazione che si occupa di informazione medico-scientifica.
In Campania il problema è diventato molto sentito, non sono mancate le ordinanze: a schierarsi contro l’istallazione delle antenne 5G, il Comune di Castel San Giorgio, che ha subito vietato l’installazione con un’ordinanza,ed a seguire il Sindaco Pagano, del Comune di Roccapiemonte ha fatto altrettanto. Le ordinanze si fondanno sulla comune preoccupazione per la salute dei propri cittadini che parte dalla mancanza di certezze sulla nuova tecnologia.
Ma veniamo a Nocera Inferiore, nonostante qualche sollecitazione di natura social, la maggioranza consiliare di Torquato, pare voglia rinviare la discussione ad altro momento, ma il problema resta attuale ed è semrpre più ampia la rete dei sindaci che vietano l’installazione della rete 5G. In Consiglio Comunale il consigliere comunale civico Tonia Lanzetta dichiara: “ho protocollato una richiesta al Sindaco per l’adozione di un’ordinanza che vieti la sperimentazione e l’installazone di antenne 5G in ragione della necessità di tutelare la salute dei cittadini da una tecnologia sulla quale l’Arpac già nei primi mesi dell’anno aveva fornito pareri negativi per ragioni di prudenza, ed è auspica che la Regione si determini sull’intero territorio per evitare provvedimenti limitati solo ad alcune realtà”, ed anche il consigliere comunale Raffaele Lupi interviene dichiarando che “deve prevalere il principio di precauzione, considerato i pareri discordanti sulla pericolosità e la mancanza di test attendibili”.
La discussione naturalmente è aperta, e dal canto suo il Sindaco Manlio Torquato, che ad oggi non ha emesso alcuna ordinanza a differenza dei suoi colleghi dell’Agro dichiara: “il problema è abbastanza complesso, cioè tradurlo oggi in modo semplicistico con un’ordinanza di divieto o meno non ha senso, ritengo che sia necessario il parere dell’Arpac. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna forma di richiesta di installazione di antenna. Il filtro autorizzativo dal punto di vista della valutazione, non è solo di competenza dei Comuni, quindi aspetto quello in modo più ponderato e più serio, anziché fare così ordinanze di divieto a prescindere”.
Il problema resta e sicuramente insieme all’emergenza sanitaria, tiene alta l’attenzione delle comunità locali sulla necessità sempre più ampia di tutela della salute su tutti fronti.
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