ll Concorso “Progetto Art Bonus dell’anno” ha proclamato vincitore della quarta edizione il progetto di restauro “Le Monete di Elea/Velia”, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno. “Le Monete di Elea/Velia” ha ricevuto il maggior numero di voti (3.245 su un totale di 31.250), con le preferenze espresse sui canali social e sul sito concorsoartbonus.it.
Il Concorso premia ogni anno progetti realizzati attraverso l’Art Bonus ed è organizzato da ALES SpA (società responsabile del programma di gestione e promozione dell’Art Bonus per conto del MiBACT) e da Promo PA Fondazione – LuBeC. I progetti in gara in questa edizione sono stati 166 (40% in più rispetto allo scorso anno) con un particolare incremento delle proposte provenienti dal Sud Italia.
‘Le monete di Elea/Velia – Un restauro per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Parmenide’ è nato da una stretta e proficua collaborazione tra la Soprintendenza ABAP per le provincie di Salerno e Avellino e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DiSPaC dell’Università degli Studi di Salerno, a cui è stato affidato lo studio scientifico di tutte le monete provenienti dagli scavi condotti nel sito di Velia, sotto la direzione scientifica di Renata Cantilena e il coordinamento di Giacomo Pardini, per quanto di competenza di UNISA, con l’équipe formata dal dott. Federico Carbone (Ricercatore), dalla dott.ssa Flavia Marani (Assegnista di ricerca), insieme a studenti e laureandi.
Proprio l’elevato numero dei reperti monetali (circa 10.000 esemplari riferibili alle diverse fasi di vita della città di Velia) e il loro precario stato di conservazione hanno spinto la Soprintendenza e l’Ateneo a presentare il progetto Art Bonus, che costituisce un’assoluta novità in quanto, per la prima volta in Italia, il mecenatismo privato –la Fondazione Nazionale delle Comunicazioni-FNC, Roma – è intervenuto (con un’importante contributo e grazie ad un cofinanziamento del MiBACT) per restaurare e in tal modo valorizzare le prime 3040 monete provenienti da una delle più importanti città della Magna Grecia. Il censimento di tutti i reperti monetali, unitamente all’intervento conservativo, ha permesso di mettere in luce l’importante eterogeneità del patrimonio monetale restituito da Velia, consentendo di implementare e/o confermare le conoscenze sulle diverse fasi di vita del sito, e di intraprendere e/o affinare gli studi tipologici sulle diverse serie della moneta in bronzo emesse dalla città, come ad esempio le monete con i tipi Zeus/Civetta o Atena/Tripode. Proprio per comprendere meglio questa emissione, lo studio si è avvalso dell’ausilio di alcune tecniche di indagine proprie della ricerca archeometrica, già sperimentate dal gruppo di ricerca UNISA su alcune particolari emissioni presenti a Pompei e nell’ager vesuvianus (grazie ad un protocollo di intesa che l’Università di Salerno ha stipulato con la rete CHNet dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e alla partecipazione dei dottori Stefano Nisi, Marco Ferrante e Pier Renato Trincherini dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso/Laboratory for Isotope Mass Spectrometry).
I dati ottenuti attraverso gli strumenti tradizionali della ricerca numismatica e archeologica sull’emissione Atena/Tripode sono stati integrati con due tecniche archeometriche: l’analisi mediante tecnica ICP-MS (Spettrometria di massa), per la valutazione quantitativa e qualitativa degli elementi chimici in tracce ed ultratracce, e l’analisi mediante tecnica MC-ICP-MS (Spettrometria di massa), per la valutazione dei precisi rapporti isotopici del piombo, in modo da rispondere ad alcuni quesiti di carattere storico, ma anche di natura tecnica, per ottenere indicazioni di dettaglio sui metalli impiegati nelle leghe, sui relativi luoghi di approvvigionamento, nonché sulle tecniche di esecuzione delle monete presenti nel nostro campione.
Un’iniziativa a trecentosessanta gradi che, oltre alla tutela e alla valorizzazione, ha una ricaduta assai importante che investe la formazione dei giovani che scelgono di avvicinarsi alla numismatica antica durante il loro percorso di studi archeologici presso l’Università di Salerno. L’occasione del progetto, infatti, ha consentito di formare studenti e giovani ricercatori coinvolgendoli direttamente nelle attività laboratoriali e seminariali su questo materiale eccezionale o attraverso la partecipazione a tirocini formativi presso la Soprintendenza.
Un progetto, dunque, che rappresenta anche un investimento sul capitale umano innovativo, in termini di opportunità per favorire un’alta formazione tecnico-scientifica e professionale nell’ambito dei beni culturali del Paese.

