“Se la Cina si è resa intenzionalmente responsabile della diffusione del virus dovrebbe pagarne le conseguenze. Se invece è stato un errore è diverso”. Donald Trump minaccia Pechino, dopo averla accusata di nascondere i dati e di avere un bilancio reale di vittime ben più alto di quello record degli Usa, che stanno raggiungendo i 40 mila morti ma già tornano ad affollare le spiagge riaperte dalla Florida. Ora, ha spiegato il presidente nel suo ultimo briefing, si tratta di capire “se è stato un errore finito fuori controllo o se lo hanno fatto deliberatamente. C’è una grande differenza tra le due cose ma in ogni caso devono lasciarci indagare. Io l’ho chiesto subito ma loro non hanno voluto, penso che fossero imbarazzati”, ha osservato lasciando aperto il sospetto non solo di un incidente di laboratorio ma anche di una mossa voluta, mentre l’intelligence Usa continua le sue indagini.
Il laboratorio dell’Istituto di virologia di Wuhan, la città cinese dove si è propagato il coronavirus, ha negato immediatamente: “E’ impossibile, nessuno dei ricercatori si è infettato”, ha ribadito il direttore Yuan Zhiming. Scienziati cinesi hanno affermato che il virus è passato probabilmente da un animale agli umani in un mercato di Wuhan che vendeva animali selvatici, ma l’esistenza del vicino laboratorio ha gettato un’ombra su questa versione.

