16 aprile 2006 – il maledetto giorno della morte di Catello Mari

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Quest’anno, a causa dello stesso motivo che tiene ferma la macchina del calcio, il covid-19, non ci sarà né messa né visita al cimitero per la commemorazione annuale. Nonostante ciò, però, Cava non dimentica quel 15 e 16 Aprile 2006, due giorni gioiosi e maledetti al tempo stesso.

Il 15 aprile del 2006 è una data storica per la Cavese, nella gioia e nella tragedia al tempo stesso. Quel giorno la squadra di Campilongo dopo la vittoria in rimonta sul Sassuolo festeggiava il ritorno in serie C1, festeggiamenti che si protassero fino a notte fonda. E fu a cavallo tra il 15 e il 16 aprile che il “leone” Catello Mari perse la vita in un tragico incidente stradale. Aveva da poco lasciato i suoi compagni di squadra, dopo aver festeggiato la promozione, per far ritorno a casa. Ma il fato aveva già deciso il suo destino.

Catello Mari aveva giocato in molte squadre campane, passando per i settori giovanili prima della Cavese e poi della Nocerina, poi a seguire tante altre squadre come: Ebolitana, Capri, Angri, Turris, Casertana, prima di ritornare a Cava de’ Tirreni nell’estate della stagione 2004/05, primo anno di Campilongo e primo anno anche tra i professionisti per il “Leone”, voluto fortemente dal tecnico che l’aveva allenato già a Caserta: una grandissima stagione, questa, culminata con la finale play-off persa a Gela.

L’anno seguente, nella stagione 2005/06 – sempre con Campilongo in panchina – ci fu la storica promozione in C1, di cui era stato uno degli artefici con 28 presenze e 3 reti, da ricordare un poderoso gol di testa nel derby contro la Nocerina. Proprio dopo aver festeggiato la promozione, mentre rientrava nella sua città perse la vita a soli 28 anni. Era l’alba del 16 Aprile del 2006, il giorno di Pasqua.