Coronavirus – Plenaria straordinaria del Parlamento europeo per il 16 e 17 aprile

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Il Presidente del Parlamento David Maria Sassoli e i leader dei gruppi politici (Conferenza dei Presidenti) hanno tenuto una riunione a distanza e hanno deciso di convocare una sessione plenaria straordinaria giovedì 16 e venerdì 17 aprile 2020 a Bruxelles.

All’ordine del giorno figurano un dibattito con il Consiglio e la Commissione e una votazione su una risoluzione relativa a un’azione coordinata dell’UE per combattere la pandemia e le sue conseguenze. Il Parlamento europeo è inoltre pronto a votare qualsiasi proposta legislativa o di bilancio preparata in tempo dalla Commissione europea per affrontare ulteriormente la situazione attuale.

La Conferenza dei Presidenti ha aggiornato il calendario delle attività del PE per introdurre date aggiuntive per le riunioni a distanza degli organi di governo, delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici del PE.

I leader dei gruppi politici hanno inoltre espresso preoccupazione per le misure di emergenza recentemente adottate in Ungheria, dove il premier Viktor Orbán ha sfruttato l’emergenza per ottenere pieni poteri. La maggioranza dei gruppi ha chiesto al Presidente Sassoli di trasmettere le proprie riserve in una lettera alla Commissione, in cui si chiede di valutare la situazione e di considerare l’attivazione della procedura di cui all’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (TUE). Tale procedura consentirebbe all’UE di garantire che i valori fondamentali europei non siano a rischio.

Le attuali misure precauzionali adottate dal Parlamento europeo per contenere la diffusione del Coronavirus non incidono sui lavori relativi alle priorità legislative. Le attività di base sono ridotte ma mantenute, per garantire la continuità delle funzioni legislative, di bilancio e di controllo dell’istituzione.

Il Parlamento ha inoltre accettato di introdurre un sistema alternativo di voto a distanza. Sulla base di ragioni di salute pubblica, esso consentirà lo svolgimento delle votazioni, con adeguate salvaguardie per garantire che i voti dei deputati siano individuali, personali e liberi.

In queste settimane, in realtà, in molti hanno attaccato le istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, soprattutto per l’atteggiamento nei confronti degli Stati membri più colpiti dal contagio. Giovedì scorso, dopo giorni di negoziati e polemiche, l’Eurogruppo ha finalmente raggiunto un accordo sui provvedimenti da mettere in atto per affrontare la gravissima crisi economica causata dalla pandemia. Sono stati approvati uno stanziamento fino a 100 miliardi di euro per una cassa integrazione comunitaria e un fondo speciale della Banca europea degli investimenti fino a 200 miliardi di euro. È stato deciso, inoltre, che 240 miliardi saranno messi in campo dal “fondo salva-stati”, o MES, da prestare ai Paesi che ne hanno più bisogno, a condizioni più favorevoli di quelle finora previste. Gli Eurobond, i titoli di stato europei a cui puntava il governo italiano, sono quindi stati messi da parte.