Gino Acampora, sorrentino, direttore generale per l’Italia del colosso turistico tedesco Tui Group, prova a formulare l’ipotesi più ottimistica. «Di fronte a un evento senza precedenti è difficile, anche per chi lavora da decenni nel settore, fare previsioni. Tuttavia, se tutto andrà nel migliore dei modi, è possibile immaginare la ripartenza tra la fine di luglio e l’inizio agosto. Questo non significherà comunque il ritorno alla normalità. Perché la riapertura delle strutture dovrà avvenire nel pieno rispetto dei protocolli sanitari di sicurezza».
Che misure di sicurezza sarà necessario garantire al momento della ripartenza? «Il problema non è di poco conto. Stiamo valutando cosa dovrà necessariamente cambiare quando il virus concederà tregua. Si dovrà ripensare al mantenimento delle distanze minime di sicurezza, non solo all’interno delle strutture di accoglienza, ma anche nei mezzi di trasporto, dagli aerei ai bus impiegati per i transfert. Per offrire garanzie e rassicurare i mercati sarebbe opportuna la stipula di un protocollo sanitario internazionale. «Una crisi che non ha precedenti ci impone uno sforzo creativo. Si dovrebbero creare sinergie con l’aeroporto, con le Camere di commercio, con altri soggetti istituzionali per prolungare la stagione, nella migliore delle ipotesi anche fino a dicembre. Ci vorranno eventi, ingressi gratuiti a siti archeologici e musei. Dobbiamo rimettere in moto, anche se parzialmente, le nostre aziende. Altrimenti quanto potrà reggere lo Stato? Se non si ripartisse tutto sarebbe rimandato di 15 mesi».
Un motivo per sperare? «L’ambiente rigenerato: aria senza smog, mare pulitissimo, addirittura il fiume Sarno in ripresa evidente».

