La chirurgia oncologica ai tempi SARS-CoV-2.

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Il Covid-19 ha travolto come uno Tsunami il Mondo intero mettendo alla frusta i migliori Sistemi Sanitari dei vari stati, alcuni come i Cinesi ne stanno uscendo, l’Europa è nel pieno della battaglia e con le Americhe ancora perplesse su quale sia la strada giusta da percorrere.

Strada estremamente ardua e ricca di insidie piena di trabocchetti: istruzione, interazioni sociali, sicurezza e tanti vicoli ciechi: economia, sostenibilità, welfare. La scelta del lockdown per difendersi da questa pandemia è quanto mai giusta e sensata ma estremamente sanguinosa per le macro\micro economie mondiali e dei singoli stati.

Nel nostro paese il virus SARS-CoV-2 sta flagellando soprattutto le regioni del Nord Italia, le prime colpite, stressando in maniera drammatica dei Sistemi Sanitari che per anni sono stati l’esempio da imitare per quello che riguarda la gestione sanitaria, spingendo gli operatori ad atti di eroismo ed altruismo senza pari. Al Sud per ora la situazione sembra, seppur critica, ma sotto stretto controllo grazie ad interventi precoci ed estremamente restrittivi che hanno arginato di molto la diffusione del virus, soprattutto in alcune regioni e dando lustro a grandi ricercatori e centri di malattie infettive divenuti un modello per tutto il territorio Nazionale.

Regioni dove in queste ore è assennata la rincorsa “al riarmo” attraverso l’acquisto di ventilatori,DPI e assumendo medici ed infermieri alle prime esperienze o già in pensione nell’estremo tentativo di rimpinguare un Sistema Sanitario Nazionale da anni dimenticato e ridotto sempre più all’osso da scelte politiche e considerato scontato dal cittadino comune come un qualunque self-service.

In questo panorama mondiale, nazionale e regionale anche l’Asl Napoli 2 Nord si è impegnata nella lotta al coronavirus. Oggi infatti molti operatori degli ospedali dell’Asl soprattutto dell’area urgenza\emergenza, anestesiti, radiologi, medici, infermieri ed OSS sono impegnati quotidianamente a salvare vite colpite dal SARS-CoV-2, con tutte le loro forze, spesso con risultati eccellenti, mettendo in gioco la loro stessa vita e quella dei loro familiari.

Purtroppo però il COVID-19 è solo una delle malattie che colpiscono gli esseri umani, che sicuramente non si sono fatte da parte neanche in questo periodo anzi sono solo un ulteriore ostacolo. Aldilà delle urgenze chirurgiche che sono sempre presenti, spesso con quadri anche peggiori per il mancato ricorso del paziente alle cure precoci per paura di essere contagiato in ospedale, è importante rimarcare per noi la necessità di prenderci cura dei malati oncologici.

La nostra UOC è da tempo impegnata nel trattamento delle patologie neoplastiche maligne dell’apparato digerente quotidianamente anche in questo difficile periodo con la stessa professionalità e dedizione di sempre. Il tumore, infatti, non aspetterà la fine della quarantena, non aspetterà che questa tempesta passi, continuerà il suo lavoro più o meno lentamente ma costante ed inesorabile. Questi pazienti non possono essere lasciati indietro nel subbuglio generale, diventerebbero delle vittime indirette del virus.

Nell’immagine allegata al post, che riguarda uno studio in corso su tutto il territorio nazionale di numerosi centri che si occupano di chirurgia oncologica colo-rettale, evidenzia come queste attività siano drasticamente diminuite e ridimensionate su tutto il territorio Nazionale, tranne in pochi centri, come il nostro, che sono gli ultimi baluardi per la terapia chirurgica di queste malattie neoplastiche in questo periodo drammatico.

Dovremmo affrontare questo momento di crisi uniti più che mai cercando di rispondere alle chiamate di aiuto di tutti i pazienti, soprattuto quelli più fragili, per cercare di contenere il più possibile i danni collaterali di questa infezione fino al risolversi della stessa.

“Il Mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso.” (Ernest Hemingway)