RIFLESSIONI AD ALTA VOCE – NON SIAMO DAVVERO NIENTE – di Barbara Tramontano

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Barbara Tramontano, nocerina, bella in tutto, anche in queste riflessioni che facciamo nostre reputandole sincere e intelligenti  (m.m.)

 

Eh no. No. Non è tutto sotto controllo.  All’uomo forte, arrogante, borioso, questo NO arriva forte, anche quando si tura le orecchie per non sentirlo.

E invece dovremmo dire e dirci: se sto qui a urlare di dolore, come “un Cristo in croce”, è perché qualcosa dentro me ha forse ben chiari i veri valori, li anela, li rincorre senza tema,
e io, io-uomo, io uomo inteso come: ogni-uomo-della-Terra, li ho ignorati, vituperati, ho detto loro “poi ci penso”, ripetuto loro “sì, però”.

Perché non siamo davvero niente, anche se mai lo capiremo profondamente, forse.

Perché non ci ucciderà il Covid o la SARS o il colera ma il nostro non occuparci del nostro corpo con dedizione e gioia,
ci ucciderà la paura,
ci ucciderà la nostra visione miope e piccola come un granellino di sabbia tropicale,
ci uccideranno i pensieri cupi,
e in ogni caso….moriremo.

Prima di quel momento, di quella morte che è ciclo inevitabile e imperituro, allora, che fare? Morire a noi stessi ora, questo dovremmo fare. Fronteggiare i nostri ”io sono” e dirci che non c’è un io, ma c’è qualcosa di più grande, di cui facciamo parte. Da cui ci separiamo con metodo e crudo, affilato raziocinio, con stupefacente solerzia.

E quindi io credo che dal palo ligneo a cui è stato inchiodato, Gesù e tutti i ”cristi” della nostra storia, tutti gli Illuminati della nostra storia, questo vorrebbero che celebrassimo: la morte in croce dei nostri confini. La resurrezione del pensiero che spazia, abbraccia, non divide in due, non sega gli alberi per far posto alle caserme, non affama lo spirito e non condanna -al contempo- la gioia del corpo, che non vede solo la morte corporea.

 BARBARA TRAMONTANO