Dopo il venerdì Santo, il tempo della passione, della sofferenza, c’è sempre la domenica di Pasqua, il tempo della resurrezione, della luce, della vita”. Sono cattolica ma non praticante fervente. Eppure queste parole sono impresse nella mia mente da tempo e credo che, oggi, valgano più che mai. Le ho ascoltate 5 anni fa durante una Santa Messa in cui si commemorava una giovane vita spezzata troppo in fretta.
A pronunciarle un giovane sacerdote. Parole di sofferenza ma anche di speranza. Pasqua è il giorno della Resurrezione, il giorno della speranza, il giorno della vita. E dopo questo periodo così complicato, così difficile, in cui piangiamo le vittime del Covid 19 e preghiamo per coloro che hanno contratto questo nemico invisibile, ci sarà di nuovo la vita, ci sarà la luce, ci sarà la speranza di un mondo migliore, di un’umanità migliorata, più aperta verso l’altro e meno egoista, più tendente ai valori e non al consumismo, un’umanità più “umana” che dalle sue ferite impara.
E, sono certa, anche anche noi, anche i paganesi, saremo migliore dopo. Voglio pensare che ci riempiremo di abbracci, di abbracci veri, che ci incontreremo, nelle nostre strade e nelle nostre piazze, con il migliore dei sorrisi, che sapremo confrontarci, anche nelle nostre diversità, senza rabbia o rancore. Facciamo trionfare l’umanità
ANNA ROSA SESSA

